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martedì 11 dicembre 2012

la cura contro il cancro (1)

    Una notizia che ha dell’incredibile: la causa principale del cancro è stata ufficialmente scoperta decenni fa (1923) da uno scienziato premio Nobel per la medicina, nel 1931. 
     E da allora nulla è stato fatto in base a tale conseguimento, se non continuare a raccogliere in tutto il mondo soldi per la ricerca, attraverso associazioni come, ad esempio l’italiana, AIRC.
     Quando la primaria del cancro era già conosciuta.
     Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare.
    Nel 1931, lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Noanimaltesting Nobel per la scoperta sulla causa primaria del cancro.
    Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel.
    Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di un potere anti-fisiologico e di uno stile di vita anti-fisiologico.

    Perché? Poiché con uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti, ma anche stress, inquinamento...) e l’inattività fisica, il corpo crea un ambiente acido (nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule).
    L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno. La mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido. Egli ha detto: “La mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia: Se una persona ha uno, ha anche l’altro”. Cioè, se una persona ha eccesso di acidità, quindi automaticamente avrà mancanza di ossigeno nel suo sistema. Se manca l’ossigeno, avrete acidità nel vostro corpo. Egli ha anche detto: “Le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno”. Cioè, un ambiente acido è un ambiente senza ossigeno. Egli ha dichiarato: “Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro”. “Tutte le cellule normali hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza di esso.” “I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.”
    Otto Heinrich Warburg ha mostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno).
    Ha scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. 

    Pertanto, il cancro non è altro che un meccanismo di difesa che hanno alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e privo di ossigeno.

materiale gratuito con ulteriori approfondimenti e suggerimenti pratici:

domenica 9 dicembre 2012

"voglio il tuo profumo, Maschio!"

Manuale di Autodifesa per Maschi - Libro

Questo libro, appena uscito, è catalogato come “umoristico”. Forse  Macrolibrarsi prende le distanze.
Perché in realtà questo libro è serissimo!
Anzi veramente tragico nel disagio che esprime.
Anzi decisamente comico… suo malgrado.
Copio per voi una parte dell’intervista di Alex Pietrogiacomo all’autore, sul numero 319 di Class, pagina 52.

< Maschio. Animale perduto o dimenticato?
Animale a forte rischio di estinzione. Il complotto tra femmine, stilisti gay  e nazisti delle SS (salute e sicurezza) mira a ridurlo a un cicisbeo azzimato da utilizzare solo a fini riproduttivi fino al momento in cui una banca mondiale del seme consentirà a quattro miliardi di femmine di farsi ingravidare tutte da Brad Pitt.
Dove sono finiti i piaceri maschili?
Criminalizzati dalle maestrine del bon-ton e dagli eco-citrulli che ci vogliono vietare il fumo, l’alcool, la carne, il piacere del corteggiamento.
La soluzione al problema è la misoginia?
No. È la nascita di un movimento di resistenza di cui questo manuale costituisce il libretto rosso.
Per riappropriarsi della propria identità ci voleva questo libro o ci vorrebbe un po’ di volontà?
La volontà. Fumare in casa, rifiutandosi di uscire sul terrazzo.  Imporre la partita di calcio sulla telenovela.  Eliminare la candele al patchouli, il Tofu (scritto maiuscolo! sic!) e le tisane di malva. In poche parole: opporsi alla femminilizzazione della società. Il manuale può contribuire, con utili consigli su come comportarsi in molte situazioni della vita. >

Propongo di ufficializzare libertà totale di fumo alcool carne ma solo per “il maschio”. Così lui è contento. E noi esseri umani maschili e femminili siamo più sollevati grazie alla selezione naturale della specie che si libera degli elementi più stupidi.
Non si può fare resistenza all’evoluzione del pianeta. I valori yang sono penetrazione, strategia, azione, ambizione. Non mi sembra che manchino. La nostra civiltà è cresciuta modellandosi su di essi. Avendo raggiunto un estremo yang ora il flusso torna indietro ripristinando un equilibrio.
I tempi sono cambiati. Mio nonno, egoista prepotente autoritario e all’occorrenza violento, non potrebbe vivere ora. Nessuno gli darebbe retta! La vecchia civiltà non esiste già più!


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giovedì 8 novembre 2012

bambini e bellezza. due beni in estinzione!



Come eravamo avanti quando eravamo indietro.

Sfoglio un numero di Terra Nuova del 2007.
Primo articolo. Inchiesta. “Coloranti e psicofarmaci: un legame inquietante” I bambini consumano cibo e bevande (caramelle, bibite gassate, bevande energetiche, aranciate, latticini, medicine) imbottiti di coloranti che creano iperattività e bassa attenzione. Attention deficit hyperactivity disorder (ADHD) si dice oggi che la cosa è ancora più diffusa in tutto il mondo. Poi gli vengono somministrati psicofarmaci per <curarli>. 

Prima rubrica. Dietro il bancone: “A scuola di sapori e salute.” A Firenze il celebre punto di ristoro di via San Gallo offre un corso annuale di cucina dove si incontrano i principi della macrobiotica zen e quelli della biodinamica di Steiner.
Secondo articolo. “Il vero senso del bello” Sgrano gli occhi. Leggo: Per un periodo di tempo immemorabile la nostra specie è stata istintivamente sintonizzata sul bello. In quei giorni lontani, prima dell’avvento dell’automobile, della lavatrice e dello spazzolino elettrico, gli artigiani e i musicisti, i carpentieri e i poeti, i pittori e i danzatori semplicemente non sapevano come fare una cosa brutta. Non ce la faccio più, mi commuovo. Una nuova stazione di servizio, un’illuminazione pubblica invasiva, una foresta sradicata, non sono meri disastri urbanistici: le ferite che infliggono sono ancora più gravi perché distruggono l’ambiente nel quale la cultura del posto ordine le proprie idee. Ohh. Non avevano ancora visto la Nuova Milano, nel 2007. Poi ci siamo fatti il pelo sullo stomaco! Continuo:... La bellezza è nutrimento dell'anima. Ci dà dignità come specie. Senza di essa siamo gente mediocre, ignorante nella grazia, trascurata nello spirito. Chi ha il coraggio di scrivere queste cose oggi, 5 anni dopo?
Poche pagine oltre, la rubrica di Beppe Grillo, non ancora in odore di politica, “Dovete Smetterla!”: Obesità Pubblicitaria. Non è buono ciò che è buono. Se ha un marchio è buono. Se non lo ha è insipido. Il contenuto è indifferente. Mangiamo il contenitore. Mangiamo la pubblicità del contenitore.  Una ricerca dell’Università di Stanford sulla scelta del cibo da parte dei bambini ha provato che McDonald è più buona. Stesse patatine fritte, scelta tra confezione con il marchio e senza: il 77% dei bambini ha preferito la patatina McDonald. La pubblicità televisiva fa la differenza. I bambini trasformati in apprendisti consumatori. La merendina, le patatine, i biscotti, i wurstel, le bevande e tutto il resto. Questa pubblicità va vietata. L’obesità infantile in Italia non esisteva, oggi è la norma. È un’obesità pubblicitaria. Il virus ingrassante è lo spot. La pubblicità è pericolosa per gli adulti ma per i bambini può essere letale. È pedofilia commerciale, abuso di menti in formazione. I bambini devono abituarsi a mangiare cibi, non brand. (…) Secondo il libro bianco della Comunità Europea sull’obesità del 2007, negli ultimi trent’anni il numero degli obesi in Europa è cresciuto in modo drammatico, in particolare tra i bambini. (…) Dalla cucina mediterranea ai sofficini e alla carne in scatola. Mamme italiane dove siete?
Ma degli additivi conservanti e coloranti velenosi, della Bellezza, della macrobiotica zen e della cucina biodinamica steineriana non si parla più??
Certo! Non si sa più COSA SIANO!
(In compenso i McD non sono ancora falliti. Sono pieni di gente.)

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venerdì 2 novembre 2012

-ricetta- castagnaccio ...unico al mondo.


ebbene sì, è arrivato il momento, mi metto a nudo.
come promesso due post fa (http://miskajani.blogspot.it/2012/10/anima-animale.html), ecco la ricetta segreta del castagnaccio vegan "unico al mondo".
http://www.zerorelativo.it/oggetti/532584/Di-tutto-un-po-Fatto-da-me-ricetta-ricette-Castagnaccio-dolce-vegan
     Non è il caso di dire che sono gli alimenti più adatti al luogo, alle nostre terre media latitudine media altitudine, e alla stagione, e riscaldano grazie al potere dolcemente riscaldante delle castagne e del rosmarino, e corroborano grazie al potere nutriente dell'uvetta e dei pinoli. La ricetta con le mele è più fresca ma altrettanto in sintonia sia con gli altri ingredienti sia con il nostro spaziotempo. Cibo del luogo assicura alla gente del luogo quello di cui ha bisogno.
     Al corpo fisico ci pensano le uvette, la frutta dal maggiore potere antiossidante, e la farina di castagne, ricca in minerali e carboidrati, e pura, senza glutine, senza pesticidi chimici né parassiti e la frutta secca con le sue proteine e grassi buoni. Allo spirito ci pensano i Pi-noli, il seme che ha specifica risonanza con la ghiandola Pi-neale.
     Col castagnaccio si onorano e celebrano (e gustano) Grandi Alberi: il Castagno, il Pino, la Vite, il Melo, tutti, ognuno a suo modo, alberi Maestri. Dalle loro fronde rivolte al cielo scendono a noi i riverberi di pianeti ed energie potenti: Giove Venere Marte (Castagno), Saturno (Pino), Sole, (Vite Rosmarino), Venere (Melo). Queste le segnature planetarie, secondo l'alchimia. Non ci manca niente!
      La mia ricetta, sostanziosa e saporita, e di consistenza morbida e soffice (chi faceva anticamente il castagnaccio con l'acqua piange di vergogna nella tomba ;)) ha ZERO zuccheri ZERO grassi. Solo un pizzico di sale naturale integrale. Eppure è dolce (grazie al dolce naturale di uvette, castagne e latte di soya o succo di mela). In modo delicato ed equilibrato. Appaga il palato. Il sapore dolce nutre la milza, l'assenza di zuccheri risparmia reni e pancreas. Questa ricetta assicura nutrimento completo senza minacciare la linea. 
     Provate col latte di soya "soyasun" al cioccolato che è così buono, oppure con pezzetti di mele, o con le noci. Sbizzarritevi, divertitevi, vogliatevi bene!
     E prima di infornare ringraziate e amate. Effetto garantito. :)

     Ieri ho sperimentato la "formula castagnaccio" in una ricetta coi fiocchi, anzi coi broccoli!
Allora... Nel pomeriggio ho cotto a vapore dei pezzetti di broccoli, ho fatto rinvenire le uvette, ho tostato i pinoli. Alla sera ho messo tutto insieme, in un tegame, con un filo di olio e.v.oliva, sale fino e rosmarino a piacere. La farina di castagne in questo caso è stata rimpiazzata dalla verdura (ahh come sono buone e benefiche le crucifere...) e il forno dal fornello. Gli altri ingredienti sono quelli del castagnaccio. Il risultato è un piatto caldo completo, un perfetto bilanciamento di sapori, un piatto leggero, nutriente, delizia del palato e della salute.


"Notturno di Donna Cervo", acrilico su tela cm 175X120, di Mauro Drudi, 2010.

che gli Spiriti dell'Ovest (Orso) e del Nord (Cervo) ci accompagnino e guidino in questo inverno di trasformazione.

sabato 27 ottobre 2012

Anima animale

è in inglese. ma ci sono delle belle figure.
al penultimo capoverso scoprirete la ragione per la quale sono diventata vegana, e persisto. oltre alla ragione ovvia che il cibo è più buono, fresco ed energetico, un autentico e gustoso nutrimento.
anzi, prossimamente, per i pochi sfortunati che non l'hanno ancora assaggiato ahah... la ricetta del mio vegan-castagnacciooo. (ricetta unica al mondo perché nessuno è mai stato così perverso... e non sa cosa si perde.)

sabato 4 agosto 2012

soggetti radioattivi. di lunga vita

    consiglio a tutti questo video (10 minuti con sottotitoli, in inglese) in cui il premio Nobel per la fisica Helen Caldicott ci aggiorna sui danni provocati dalla radioattività sul nostro pianeta.
http://www.youtube.com/watch?v=SV7Rn06j_cY&feature=share

    non c'è scampo all'impatto che l'ambiente in cui viviamo ha su di noi.
    il disastro è planetario. respiriamo e mangiamo radioattivo.
    bene a sapersi.
    ho condotto allora una accurata ricerca sul web e ho selezionato alcune informazioni per munirci di semplici e sane risorse.
    siamo soggetti radioattivi ...ma mai privi di risorse! ;)

< L’esposizione alle radiazioni possono provenire da diverse fonti: dopo il disastroso terremoto in Giappone ovviamente la questione legata alle radiazioni provenienti da centrali nucleari è quella più discussa e temuta. L’alimentazione può aiutare a prevenire l’insorgenza di qualche problema? La risposta è si.
Le radiazioni includono raggi X, microonde, linee elettriche, telefoni cellulari e monitor di computer, oltre  chè quelle di origine naturale proveniente dalle rocce. Ma ovviamente quelle nucleari sono le più temute.
Un isotopo radioattivo, come lo stronzio-90 (che si genera durante le esplosioni nucleari o nei reattori nucleari nel processo di fissione dei nuclei pesanti), può rimanere nell’organismo per anni, danneggiando il DNA all’interno delle cellule e producendo radicali liberi dannosi.
Vediamo quali sono gli alimenti ideali da prendere in caso di vicinanza di nubi tossiche radiattive:
1- Iodio: Oltre alle pastiglie di iodio stabile, da assumere 24 ore prima del passaggio della nube tossica e non oltre 24 ore dopo, che aiutano a fermare l’accumulo di iodio radioattivo nella tiroide. La tiroide, già satura dello iodio introdotto, tenderà a non farne entrare altro in circolo.
-Aragoste, gamberi, granchi, ostriche, cozze, sardine, sgombro e tonno sono cibi estremamente ricchi di iodio.
-Cipolle, aglio, porri, sedano, cavolfiore, broccoli, cavolini di bruxelles, sono normalmente una buona fonte di iodio; tuttavia il loro contenuto dipende dalla quantità di iodio presente nei terreni dove sono cresciuti.
-Il carciofo: appartiene alla famiglia cardo, è una ricca fonte di iodio e di altri minerali e vitamine.
-L’ortica comune: può essere bollita come verdura o per farne infusi e contiene una ragionevole quantità di iodio.
-Il sale da mettere negli alimenti? Quello iodato: permette una regolare funzione della tiroide.

Altri cibi contengono sostanze nutritive che eliminano naturalmente gli isotopi e i radicali liberi dal corpo. Vediamo quali sono:
2-La pectina: è un polisaccaride che si trova nelle pareti cellulari delle piante e della frutta. Agendo come chelante naturale, la pectina è in grado di legare i residui radioattivi trascinandoli fuori dai tessuti e dal sangue, in modo che possano essere eliminati attraverso l’urina o le feci.
-Le mele, soprattutto nella buccia, sono molto ricche di pectina, come guaiave, prugne, uva spina, arance, limoni, pompelmi ed altri agrumi. La scelta della frutta, per ovvie ragioni, dovrebbe cadere su quella di derivazione biologica, anche se la pectina è facilmente reperibile in polvere.

3-Le alghe: oltre ad essere una fonte eccellente di nutrienti, sono ricche di alginato di sodio e iodio, elementi molto efficaci a proteggere l’organismo dalle radiazioni e per la loro rimozione.
Tra le più conosciute il fucus vesiculosus, l’arame, la wakame e il kombu, facilmente reperibili in erboristeria, anche in capsule. Secondo un recente studio, l’alginato di sodio presente nelle alghe, riduce l’assorbimento di stronzio-90 dal 50 all’80% .
-L’alimento per eccellenza che contiene elevate quantità di iodio vegetale naturale comunque è propro il fucus vesiculosus (conosciuto anche come kelp o alga bruna): mezzo cucchiaino di polvere di kelp fornisce circa 1700 mcg di iodio, che supera di gran lunga gli standard alimentari. >
molto utili e affidabili anche i seguenti link:
(con articoli troppo ampi e approfonditi per stare dentro a un post)
-- http://www.chimici.info/Uva-e-noci-cibi-anti-radiazioni_news_x_9012.html


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sabato 23 giugno 2012

L’insalata più antiossidante del mondo

Piatto estivo rinfrescante, sano, gustoso e… una bomba di nutrimenti preziosissimi.
Si tratta di una ricetta ispirata al guacamole, crema di avocado, di origini messicane, la cui ricetta si trova facilmente nel web. La ricetta originale ha qualcosa di straordinario: oltre a essere deliziosa raggruppa alimenti a massimo potenziale purificante antiossidante vitalizzante ringiovanente… La mia ovviamente è ancora meglio. Alla fine dell’articolo scoprirete il perché.
L’avocado ha un altissimo contenuto in acido grasso linoleico e omega 3, vitamina A ed E, che ne fanno il ricostituente principe di cervello sistema nervoso e tessuti connettivi ed epiteliali pelle capelli.
Il peperone rosso oltre ad annoverare, crudo, livelli record di vitamina C e ragguardevoli livelli di carotene o vitamina A, pochi sanno che contiene l’oligoelemento oro.
La cipolla, enormemente ricca in vitamine soprattutto quelle preziosissime del gruppo B e di sali minerali di ogni tipo tra cui primeggia lo zolfo, ha effetto curativo su fegato e reni. Tra l’altro potete tranquillamente acquistarla anche al mercato rionale, non deve necessariamente essere biologica: è l’ortaggio in assoluto che riceve meno pesticidi. 
L’aglio poi è portentoso: purifica il sangue, presenta addirittura il raro effetto chelande nei confronti dei metalli pesanti che scarica dalle urine, ha proprietà curative innumerevoli ed è il disinfettante e ricostituente più concentrato del mondo.
Questi, secondo il mio gusto, gli ingredienti base. (c’è chi usa anche pomodoro. per me la buccia è troppo tossica e la polpa troppo acida. ma ha anche lui le sue virtù, ad esempio licopene e betacarotene dalle proprietà anticancro)
In pratica…
Tagliate a pezzettini un avocado maturo. Se è morbido meglio. Così lo potete anche spappolare con i rebbi della forchetta. Spremetevi subito mezzo limone in modo da bloccare il processo di ossidazione delle vitamine (“che non diventi nero”). Tritate due scalogni o una cipolla rossa, un peperone rosso molto piccolo e uno spicchietto d’aglio. Miscelate.
Aggiungete un cucchiaio di miso disciolto in poca acqua calda. Il miso fa molto bene. È un cibo vivo! Praticamente è una crema di cereali fermentati e salati e a volte addizionati di alghe. È alcalinizzante e fornisce all’organismo molte sostanze preziose quali lattobacilli, enzimi, proteine e minerali. Cura e previene le malattie causate da radiazioni e neutralizza alcuni degli effetti del fumo e dell’inquinamento atmosferico.
Per non rischiare che il composto risulti troppo molle aggiungete delle piccole patate novelle a pezzetti, preventivamente cotte a vapore con la buccia (in modo da non perdere i nutrienti). Aiuteranno ad assorbire sia l’eccesso di liquido sia l’eventuale eccesso di piccante.
Infine, supermossa finale… aggiungete una irrorata di olio di germe di grano spremuto a freddo e una spruzzata di polvere di alga klamath.
L’olio di germe di grano è l’alimento vegetale più ricco in vitamina E, e una riserva di rari oligoelementi, un concentrato di bellezza, energia e salute.
L’alga klamath è l’unica alga di lago e quindi non presenta le controindicazioni delle alghe marine, spesso inquinate e sempre molto ricche di iodio. Necessita di un ecosistema purissimo e delicato ma la sua natura è altrettanto esclusiva. Basti dire, come esempio, che la cellula della klamath è centinaia di volte più piccola della cellula delle altre specie del regno animale o vegetale, ma il suo contenuto di oltre 60 micro-nutrienti è da sottolineare perché non viene superato da nessun altro alimento conosciuto.

La pozione magica dal gusto delizioso è ora pronta!
Accompagnare con crostini integrali al sesamo.
Consiglio di approfondire i miei suggerimenti, sperimentare gusti e combinazioni creative e salutiste, entrare nella scienza e nell’anima degli alimenti… per amare se stessi e la Natura sempre meglio. J

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Silvia Pedri è una esperta nel prendersi cura di sé e divulga volentieri i suoi segreti. È scrittrice, artista e consulente astrologica e olistica. Si occupa, tramite il blog http://miskajani.blogspot.com/ di supportare chiunque abbia desiderio di vivere felice a superare brillantemente questo passaggio di era. 

Nota Informativa:
L’alga klamath si trova in qualsiasi erboristeria o farmacia in capsule o compresse. Questo è l’unico luogo dove procurarsela in polvere: http://www.produzioneintegratori.it/Alimenti/Alghe_Klamath.html
L’olio di germe di grano si trova in negozi di alimenti biologici, a costi piuttosto sostenuti, oppure qui, via baratto:  http://www.zerorelativo.it/oggetti/417225/Mangia-e-Bevi-Cibo-Olio-di-Germe-di-Grano-integratore-alimentare-naturale-100

In questo blog, nella colonna di destra, sono disponibili ebook gratuiti: il primo link nella sezione "Autoguarigione" rimanda a dossier completi in pdf sulle proprietà dell'aglio e dell'alga klamath. 

Avocado peperone pomodoro patate sono prodotti tropicali: sono permessi solo dove e quando fa molto caldo. In caso contrario sono dannosi per la salute.
per qualsiasi domanda scrivimi!

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sabato 26 maggio 2012

Stevia: zucchero in un vaso del balcone

nel provocatorio post http://miskajani.blogspot.it/2012/03/non-leggete-questo-libro.html del 15 marzo 2012 avevo segnalato la "questione stevia". il dolcificante naturale senza calorie né effetti collaterali (che invece lo zucchero ha a bizzeffe) proibito dalla legge.
ora vediamo il come e il perché...
grazie a Grazia Cacciola (erbaviola.com)

< E’ indubbio che il mercato sia stato invaso dai dolcificanti a base di stevia, con grandi lanci pubblicitari “zero calorie”. Chi conosce già la stevia, stevia rebaudiana sinensis,  sa però che il metodo più naturale per servirsene è coltivarla in proprio con metodi naturali, essiccarne le foglie e triturarle in un macina-caffé ottenendo così la polverina verde leggera che fa da dolcificante naturale. Si può utilizzare in bevande calde e/o fredde, nei dolci, sia a freddo che in cottura. Si trova ormai anche in vendita in erboristeria o online. Ma, soprattutto, si può coltivare in proprio e ottenere in proprio un dolcificante a zero calorie, con un potere dolcificante doppio rispetto allo zucchero, utilizzabile anche dai diabetici e che non provoca carie. Nella foto, una pianta di stevia coltivata da me in vaso, è possibile coltivarla anche sul balcone, su un davanzale, su una finestra.
Purtroppo questa pianta ha subito negli anni passati un vero boicottaggio da parte della lobby degli zuccherifici e dall’industria alimentare in genere: coltivata in Italia fino agli anni ’50, non richiedeva processi complicati di raffinazione e non dava dipendenza come altri tipi di zuccheri raffinati. Chiaramente, un’erba pericolosa da boicottare. Il boicottaggio però era già iniziato negli anni ’30 con gli studi di Pomerat, che senza farne mistero indagava la stevia per trovarne un componente che potesse farla catalogare come ‘non salutare’.  Ma il fine fu raggiunto solo nel 1968, con uno studio ormai unanimemente ritenuto opinabile e di parte, nel quale venne inflitto un super-dosaggio di glucoside dello steviolo a ratti di laboratorio. Al di là della crudeltà della vivisezione, la quantità era illogica: equivalente all’assunzione di tre chili e mezzo di stevia al giorno da parte di un uomo di 65 chili. A questi dosaggi, potrebbero risultare dannose anche le carote.
Ma i dolcificanti alla stevia, quindi? Non è proprio stevia quella dei dolcificanti in commercio, o meglio: non è la pianta integrale. I dolcificanti arrivati ora in commercio grazie alla mutata opinione della Comunità Europea (vedi di seguito) sono composti dal glucoside dello steviolo, estratto dalla stevia, e da altri componenti. Il glucoside dello steviolo è un additivo approvato e liberamente utilizzabile in prodotti alimentari. Lo ‘zucchero di stevia’ inteso come la polverizzazione delle foglie essiccate di stevia non è invece approvato come additivo alimentare, ma nulla vieta di usarlo, di produrselo e di parlarne.

COSA DICONO I TEST EUROPEI E LA NORMATIVA SULLA STEVIA? 
In Europa per lo steviolo è stata recepita la classificazione americana di “additivo alimentare” invece che ‘alimento’, mentre viene considerata ‘erba’ la pianta stevia, a pari di menta, camomilla, malva ecc.
I test quindi vengono condotti solo sullo steviolo : questa è l’autorizzazione da parte della comunità europea, la gazzetta ufficiale in cui viene annunciata:
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:295:FULL:EN:PDF
In Europa si sta battendo presso la commissione sanitaria della comunità europea un’associazione di medici, la EUSTAS, European Stevia Association, chiedendo che non solo gli additivi ricavati dalla stevia ma anche le foglie stesse siano citate come ‘alimenti sicuri’. Tra le motivazioni addotte, c’è il fatto che i danni sui ratti riscontrati nello studio del 1968 sono dovuti alle altissime concentrazioni di steviolo somministrate, impossibili da raggiungere con le foglie di stevia. Il dosaggio giornaliero medio di steviolo è di 2-4 mg per kg, quindi una persona di 65 kg dovrebbe non avere problemi fino a 260 mg di steviolo, un quantitativo piuttosto consistente.
Il Prof. Geuns, biologo e presidente dell’EUSTAS, nell’interpello alla Commissione Europea per la valutazione del commercio delle foglie di stevia, cita lo studio opinabile condotto sui topi che è all’origine di tutta la polemica sulla stevia e riassume l’errato dosaggio utilizzato per quei test: “Per una persona adulta di 65 kg questo dosaggio equivale a 3.47 kg di foglie di stevia (± 347 g di steviolo per giorno) o circa 34.7 kg di foglie fresche di stevia al giorno, il che significa più del 50% del suo peso corporeo in foglie di stevia fresche. Le conclusioni di questo esperimento in cui solo una massiva concentrazione di stevia è stata testata, dovrebbe essere contestato.“. Aggiungiamo che oggi abbiamo apparecchiature più sofisticate e sistemi di screening e test più evoluti rispetto a quelli del 1968.

Come ulteriore motivazione delle proprietà benefiche e per nulla nocive delle foglie di stevia, riporta l’uso che si fa di foglie fresche e secche nella medicine orientali da centinaia di anni, soprattutto in Thailandia: oggi circa 150 milioni di persone fuori dall’Europa consumano liberamente la stevia in foglie e non sono mai stati riportati effetti collaterali.  Ovviamente ci sono interessi enormi dietro il boicottaggio dell’uso delle foglie di stevia: permettere l’uso commerciale del glucoside dello steviolo ma non quello delle foglie di stevia, per il cui test basterebbero pochi mesi, è senza ombra di dubbio un grande regalo alle aziende produttrici e una disincentivazione al privato cittadino che vuole autoprodurselo in casa.

LA STEVIA NEGLI USA
La stevia è attualmente classificata dalla FDA come ‘additivo alimentare’ invece che come alimento. Essendo classificata in questo modo, ne viene testato solo il principio attivo, non le foglie di stevia, che quindi rimangono al momento fuori dagli studi.
Dal 1992, The American Herbal Products Association (AHPA) ha presentato tre petizioni alla FDA contestando la classificazione della stevia come additivo alimentare. Anche se le petizioni erano supportate da test e dati che ne provavano l’uso storico e sicuro della Stevia come alimento,  la FDA non diede nemmeno la risposta pubblica che di solito riserva a queste petizioni, adducendo come motivo che gli studi erano stati condotti al di fuori degli Stati Uniti e pubblicati  in giornali esteri.
Nel settembre, 1995,  la FDA ha abolito il divieto esistente da quattro anni sulla stevia ma limitandone la commercializzazione come alimento dietetico, integratore e erba medica: ed era proibito il suo uso come dolcificante e aromatizzante nei prodotti alimentari.
Oggi lo steviolo è considerato GRAS dalla FDA, che però ignora totalmente, nel bene e nel male, le foglie intere di stevia. Si limita a dire che lo steviolo è “Generally Recognized As Safe” (GRAS). Con un particolare sistema di autorizzazione, però, non viene considerato ‘sicuro’ il glucoside dello steviolo in genere, ma solo quello di alcune aziende che si sottopongono ai protocolli di test della FDA e il cui prodotto viene approvato. Da notare che nella menzione ‘glicoside dello steviolo’ la FDA richiede la presenza di steviolo al 95%. E il restante 5% ? Varia a seconda delle aziende, una sorta di ‘marchio’ che gli permette tra l’altro di brevettare il composto.

Ancora una volta, un grosso regalo alle industrie alimentari.

CONSIDERAZIONI
Non mi voglio dilungare sulla questione del boicottaggio di un dolcificante e una pianta che non richiede uno zuccherificio per la sua raffinazione, ha zero calorie, può essere utilizzata dai diabetici, non provoca carie e non dà assuefazione. Il perché ne venga osteggiato l’uso in forma di foglie è evidente a tutti.
Ma qui siamo davanti a una scelta personale legata alla nostra salute.  Lo stevioside e gli altri glucosidi della stevia sono noti per la loro straordinaria stabilità chimica: a causa della loro particolare forma chimica e molecolare, i glucosidi della stevia sono estremamente resistenti alla degradazione acida ed enzimatica, non vengono disgregati nei loro metaboliti in normali condizioni gastriche. Già Pomaret infatti nel 1931, con i primi studi sulla stevia, aveva scoperto che gli steviosidi passano inalterati nel tratto gastrointestinale dell’uomo. Una propietà questa che fa paura a chi utilizza gli zuccheri come additivo per indurre assuefazione e dipendenza, mentre dall’altra infastidisce chi sul diabete o anche solo l’iperglicemia ha costruito interi imperi farmaceutici.
La contestazione poi sulla proprietà cancerogena della stevia era in realtà sul glicoside dello steviolo somministrato ai ratti in proporzioni esagerate (vedi sopra). Non sulle foglie di stevia che hanno un concentrato di steviolo molto inferiore.
La contestazione sulla proprietà contraccettiva della stevia (e quindi sul fatto di causare infertilità) è invece legata a una leggenda brasiliana: ovviamente la stevia non è un contraccettivo e nemmeno causa infertilità, questo è stato chiarito dalla FDA stessa.
La stevia rebaudiana in foglie o polverizzata, non è riconosciuta come additivo alimentare dalla FDA, né dalla UE (vedi sopra), ma nemmeno dicono di non usarla o che è pericolosa, semplicemente non è ancora stata testata. Finché quindi non conducono gli esami elencati per testare se ci sono controindicazioni dal punto di vista renale, cardiovascolare ecc. non possono affermare che è GRAS, ma questa è la procedura che riguarda qualunque sostanza alimentare. E’ la stessa situazione che troviamo se cerchiamo l’uso delle foglie di menta sulla FDA: si trovano solo gli estratti, il mentolo ecc., non la menta officinale. Dobbiamo quindi smettere di usare la menta finché non la testano?

I DOLCIFICANTI ‘STEVIA’ ATTUALMENTE IN COMMERCIO
Sorvolo sulla tristezza di vedere anni di informazione consapevole buttati nelle confezioni verdi inneggianti ‘zucchero di stevia’ o ‘stevia’, ora presenti ovunque, dal supermercato alla farmacia. Ma confido molto nell’intelligenza dei consumatori. Soprattutto sul non dimenticare che in molti casi  le stesse aziende producevano fino a poco fa (e in qualche caso producono ancora) dolcificanti a base di aspartame, cancerogeno. E che dietologi compiacenti lo consigliavano ai loro pazienti.
Sono andata a esaminare qualche scatola di questi prodotti e ne ho indagato meglio uno dei tanti, nemmeno il peggiore. Ne ho preso uno nella media e premetto che, tutto sommato, è comunque migliore di uno zucchero bianco raffinato.
Vediamo cosa contiene un dolcificante “Stevia” ora in commercio:
- gente volumizzante: eritritolo, è E 968 ovvero un altro dolcificante che può essere lassativo anche a piccole dosi. I diabetici non dovrebbero usarlo, le persone che stanno bene con molta molta parsimonia perché come tutti i lassativi possono causare danni al colon, alterazioni elettrolitiche, costipazione cronica che è concausa (per alcuni causa scatenante) del tumore al colon.
- edulcorante : glucosidi dello steviolo (estratti dalla stevia), discorso lunghetto sulla composizione (è un composto chimico di cui tra il 90 e il 95% si tratta di steviolo), ma soprattutto è TESTATO SU ANIMALI (approfondimenti qui http://www.europass.parma.it/page.asp?IDCategoria=584&IDSezione=14715&ID=359782 ). Lo zucchero di stevia naturale, invece, non è testato su animali.
- antiagglomerante (cellulosa in polvere): è un additivo alimentare ma non dicono quale, infatti gli emulsionanti a base di cellulosa vanno dall’ E460 al 469 (derivati della cellulosa). In particolare il 460 (cellulosa) non può essere usato nei neonati e svezzamento perché provoca coliti e gonfiori intestinali. Non leggo però sulla scatola che se ne sconsiglia l’uso in allattamento! Per tutti gli altri, dal 461 al 469, un uso quotidiano può provocare coliti, dolori intestinali, costipazione e diarrea.
(Informazioni dal Supplemento Additivi – Dizionario di Chimica Alimentare, Minerva Editrice e Mariani-Testa, Gli additivi alimentari, Macro Edizioni) >

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giovedì 15 marzo 2012

non leggere questo libro!

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Stevia - LIBRO
L'alternativa naturale allo zucchero
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La stevia come dolcificante è illegale in tutta la Unione Europea!
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