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lunedì 2 giugno 2014

Crea la Tua Vita. Crea il Tuo Corpo!



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Il corpo è uno strumento, un tempio, una casa che si presta volentieri a ciò che noi gli chiediamo, ma siamo ben lungi dall’aver esplorato tutte le sue possibilità. 
È flessibile, mutevole, e obbedisce alle altre dimensioni del nostro essere. 
E' capace di vivere molto più a lungo di quanto ci immaginiamo, ed è fatto per realizzare un’incredibile quantità di prodezze. Ma… esso dipende dalle nostre altre dimensioni, e questo è il principale inconveniente.
Quando dunque il corpo fisico riceve messaggi contraddittori, la disarmonia interiore che ne segue crea i disordini esterni che tanto ci disturbano.
È il principio stesso dei nostri punti deboli, delle nostre malattie.
Naturalmente nessuno è al riparo da una disarmonia fra pensieri, parole e azioni, e nessuno può pretendere di non avere mai una dissonanza: tuttavia, potremmo incominciare a riconoscere queste disarmonie, e a sradicarle pian piano dalla nostra vita.



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In un articolo di Jean-Marc Dupuis: «Il corpo umano NON è una macchina che si consuma col tempo. La maggior parte delle cellule di un corpo umano hanno meno di due anni. Il vostro intestino si rinnova integralmente ogni tre giorni, le cellule della retina ogni dieci, e il fegato, il pancreas, la milza e i polmoni si rinnovano integralmente nel giro di 300-500 giorni.
Anche lo scheletro è interamente rigenerato ogni dieci anni. L’invecchiamento non è dunque legato all’usura del corpo».
L’invecchiamento che oggi tutti conosciamo, quello dovuto, come si usa dire, al passar del tempo, ci mantiene in uno schema collettivo che ci conduce alla vecchiaia e alla morte senza che ci si possa immaginare, anche solo per un istante, che su altri pianeti la vita dura centinaia d’anni, che lì lasciare il corpo dipende esclusivamente da una decisione personale, e che lo si abbandona durante un viaggio astrale senza ritorno, passando in modo naturale ad un corpo nuovo dopo aver scelto i genitori futuri, felici di offrircene uno adeguato a nuove esperienze.
estratto da: Anne Givaudan, “Piccolo Manuale per un Grande Passaggio

 

"you have a choice in what you are made of."  show the Change. BE THE CHANGE.



IL NOSTRO CORPO SI RICOSTRUISCE INTERAMENTE IN MENO DI 365 GIORNI.

e precisamente...
cellule dell'epidermide - tempo di ricostruzione: 1 mese.
cellule del fegato - tempo di ricostruzione: 6 settimane.
cellule del rivestimento dello stomaco - tempo di ricostruzione: 5 giorni.
cellule della cervello - tempo di ricostruzione: 1 anno.
cellule del sangue - tempo di ricostruzione: 4 mesi.
cellule dello scheletro - tempo di ricostruzione: 3 mesi.

informazioni tratte da: "La Scienza della Giovinezza"

quante risorse abbiamo per essere COMPLETAMENTE a nostra immagine e somiglianza!!?

diamo l' "ordine" a tutte le nostre cellule di essere turgide e ribollenti di amore e sincronizzate sul loro paradigma di funzionamento perfetto!
avremo un corpo che sorride e risplende...

teniamo conto che la materia è fatta per la maggior parte di vuoto (come l'atomo stesso...) spazio interamente abitabile e direzionabile dall'energia!

...e di fatto E' riempito di energia, che noi lo sappiamo o no, che noi lo vogliamo o no... quindi facciamo che sia energia bella! 
rispettiamo, amiamo e onoriamo l'unica risorsa che abbiamo, noi stessi. 
e brilleremo come Soli al Sole.

 


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"Sul piano invisibile vidi me stessa piegarsi in avanti e, con le braccia protese, cominciai a spostarmi attraverso l’etere per riunire gli elementi necessari a calare la materia in una forma. Ogni elemento veniva convocato per servire, e le mie braccia erano lunghi rami d’albero che danzavano nel vento, mentre sentivo il mio corpo magnetizzare tutto ciò: a ogni respiro mi espandevo sempre di più, mentre nuovi livelli venivano rivelati. Respirai e respirai e vidi come il segreto di un organismo fornito di autosostentamento consistesse nel mantenere in equilibrio gli elementi, esattamente come terra e aria, fuoco e acqua si riuniscono e si mescolano.
“E il corpo emotivo?” chiesi al mio Spirito.
“Spostati attraverso le linee del tempo ed esamina ogni vita servendoti del tuo intuito, assorbendo in te gli insegnamenti offerti dalle tue percezioni emotive. Apriti più che puoi alla compassione, all’amore, alla dolcezza, e alle qualità più pure della vita.” Rispose.
E così feci.
Le sensazioni che mi inondarono erano appaganti come quando veniamo sollevati da un peso gigantesco.  Dissi al mio corpo quanto lo amavo e quanto gli fossi grata per i suoi ottimi servigi. Purificai il mio mondo interiore con ondate di amore, una dopo l’altra, fino a che le mie cellule risposero gioiosamente fremendo sotto la pelle, e realizzai che il potere che spinge a creare un cambiamento perfetto è sempre l'amore."
(…)
"Il mondo legge intuitivamente dentro di te per mezzo del tuo campo energetico.” Mi aveva detto il mio Spirito Guida molto tempo prima.  
"Ogni cosa nella vita non è che il riflesso di questo campo, soprattutto la forma fisica che rappresenta unicamente un riflesso dell'amore che nutri per te stessa per gli altri e per il mondo."
(pp. 286-287)
estratto da: Jasmuheen, “Radianza Divina”.





Vi chiedo quindi di entrare nel vostro spazio sacro del cuore e di iniziare a sognare il sogno di un mondo nuovo, sano. 
Applicate tutto quello che sapete per cocreare consapevolmente con Dio un nuovo corpo, una nuova vita e infine un Nuovo Mondo.
Questo potere è vostro per diritto di nascita ed ereditario poiché siete i figli e le figlie di Dio. Dall’interno della vostra intima relazione con Dio, tutte le cose sono possibili.







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martedì 26 febbraio 2013

Che cosa ti serve per essere Felice?



Che cosa mi serve per essere Felice?
Che cosa ho imparato da Simona Atzori?

"S. A. è una donna senza braccia".
"S.A. è la ballerina che ha aperto la terza serata del Festival di Sanremo 2012."
"S.A. è una ragazza vitale ed estroversa con zampillanti capelli mossi fino ai fianchi."
"S.A. è una pittrice di fama internazionale."
"S. A. è l’autrice di questo libro." (questo citato a fine post) 
Quale di queste affermazioni è quella vera?
Tutte e cinque.
Simona Atzori ti chiede provocatoriamente in questo libro: “Cosa ti manca per essere felice?” Cosa manca A TE. Perché a lei non manca proprio niente.
Come recita la memorabile espressione di Candido Cannavò, “Le sue braccia rimasero in cielo. Ma nessuno ne fece una tragedia.”
Simona Atzori è una persona fortunata. Ha avuto due genitori splendidi che l’hanno accettata così com’era, senza spaventarsi. L’hanno sostenuta, hanno combattuto con lei, sofferto e gioito, e sperimentato. E da qui è iniziata la sua avventura. Simona e i suoi genitori non si sono mai opposti alla natura. L’hanno lasciata essere e svilupparsi. Simona bambina ha trovato naturalmente il suo modo di essere, di muoversi, giocare, mangiare… Crescendo ha cercato di essere il più possibile autonoma. ora, da adulta, non può andare in aereo da sola. Ma da sola almeno guida la macchina (adattata). Disegna coi piedi perché a pochi mesi le è venuto spontaneo afferrare un pastello rosso col piedino e da allora non si è più fermata, ha sempre continuato a giocare, creare, rincorrere emozione e Bellezza, come una vera artista. Con gli anni ha perfezionato la sua capacità di comunicare per immagini attraverso diverse tecniche pittoriche, ed esposto in diverse parti del mondo. E balla, perché muoversi a ritmo ed esprimere flussi di passioni si addice al suo temperamento impetuoso e artistico. È una persona felice. Coniuga nella sua creatività la leggerezza del gioco e della sperimentazione, che ha assaporato fin da bambina, con la concentrazione e l’applicazione, che ha sviluppato durante la sua crescita.
Fa un lavoro che la entusiasma e condivide la sua vita straordinaria con le persone che ama. È quello che è. Fa un sacco di belle cose. E quello che non può fare semplicemente non lo fa. Lo fanno altri per lei.
Ha sofferto nel fisico, ha lottato nel sociale, come si legge nel libro. Ma è stata amata e accettata all’origine e non ha mai cercato  di essere diversa da quello che è. Si accetta, si ama, senza conflitti, e, con la sua vita, diffonde il suo amore.
Non la si può definire handicappata perché a tutti gli effetti non lo è.
È una ragazza che emana salute fisica e psichica, sincera gioia di vivere e oggettiva realizzazione personale.
Non si è “integrata”, come è la aspirazione dei diversi.
Perché integrarsi? Se ti integri nel corpo sociale disintegri la tua individualità. Non è il caso di essere così crudeli con se stessi. Neanche Abramo sacrificò Isacco.
Lei è diversa. È quello che è. Ed è magnifica. Non è perfetta. Non è neanche particolarmente bella. Ma è perfetta così com’è.
La sua danza è intensa. La sua danza è potente, precisa, impeccabile. La sua danza è espressiva e creativa. Simona fa cose che gli altri non si immaginano. È strabiliante. Quando balla insieme a persone con le braccia (e devo dire che le è capitato molto spesso nella sua vita) lo spettatore prova imbarazzo per quei poveri  ballerini con le braccia che nell’insieme appaiono fiacchi e ridondanti. Hanno molti muscoli e molta grazia in meno, e due braccia di troppo. A volte, pur nell’armonia dei loro gesti, emanano incertezza e debolezza. Come se fossero rappresentanti di una specie non ancora pienamente evoluta, e invece è solo la loro interiorità a non essere pienamente forgiata e integrata.
Questa donna diversa non solo è accettabile agli occhi del mondo ma è desiderabile. Ha fatto della sua unicità un’arte.  E chissà quanta passione ci vuole, esercizio, disciplina, coraggio a danzare senza braccia. Tutti sappiamo quanto equilibrio e sostegno e sicurezza danno le braccia nel movimento. Ma l’arte, è evidente, non è solo un’idea, è anche sudore. Concentrazione. Il corpo di Simona è essenziale. Lei si concentra sulla sua arte.
Che cosa io ho imparato da Simona Atzori?

1) il potere dell’amore.
È l’amore che permette di venire alla luce. Non sei partorita fino a che non sei amata e accettata. L’amore può tutto. Trova tutte le soluzioni, non conosce ostacoli né barriere. L’amore è la prima cosa da coltivare. L’amore ti permette di essere te stesso.
Tanto ognuno è diverso. Ognuno ha diritto di godere della vita, di sperimentare, di giocare, di creare. Solo così potrà SENTIRE ciò che fa cantare il suo cuore. Solo così potrà coltivare la gioia e l’impegno per farlo cantare per tutta la vita.
2) il potere di quello che non c’è.
Lei non è felice nonostante quello che non ha, ma con quello che le manca, essendo quello che è e valorizzando quello che è. È una grande artista grazie a quello che le manca.
E in più, in virtù delle difficoltà che ha imparato a superare, viaggia per il mondo invitata nei posti più impensati in qualità di ‘motivatrice’.

Questa donna è una parabola. La sua vita, come un racconto evangelico, insegna:
1) Amati!
2) prendi il tuo lato oscuro, o la tua peggiore e congenita mancanza o stortura, a qualsiasi livello, e trasformalo nel tuo più grande asso nella manica!
Allora brillerai della tua luce naturale, divina, a tutto tondo.

Qui puoi vederla danzare:

Qui puoi leggere le sue parole: