domenica 11 maggio 2014

Come Costruirsi un’Armatura su Misura e Coltivare la propria Invincibilità


Avevamo lasciato il nostro cavaliere nella polvere, in ginocchio. Un po’ impolverato lo è ancora. Ma nel giro di un post si è rialzato. Puoi fermarlo. Ma non minare la sua interezza. Puoi scalfirlo ma non intaccarlo. La sua intima costituzione è armonia e dolcezza e la luce al suo centro è sempre accesa a guidare la sua ricerca. 
Il suo destino è fatto di battaglie da vincere, di stati di necessità, stati del cuore.  Se il cammino è buio, andrà illuminato con più pazienza e attenzione. 

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Il cavaliere non ha mai smarrito il suo centro, si era solo allontanato, piegato da sconforto.
Ora è più sereno, più in equilibrio. Impolverato ma eretto, composto e fiero, ora è pronto per incazzarsi.

Ringrazia gli ostacoli, che gli hanno mostrato i suoi punti deboli. 
Ma, al lato pratico, non può più permettersi di avere a che fare con nemici, eterici e materici. 
Deve salvaguardare i suoi. 
Nessun uomo è un’isola. Nessun uomo può permettersi impunemente di fare soffrire gli altri, di frenare la loro crescita. Che siano suoi amici o no, ogni volta che i nemici lo gambizzano lui coinvolge nella sua sconfitta diverse persone in crescita come lui insieme a lui. 
Per il suo onore, è ora di finirla. 


È venuto da un pianeta molto lontano, una stella così grande che, fosse vicina, il Sole non si riuscirebbe a vedere tanto è infinitesimamente piccolo, una stella così lontana che se il Sole fosse grande come lei si riuscirebbe a stento a scorgere. Una gigante rossa dove la forza è bianca.
È venuto da solo, sì prevedendo alleati, ma non contemplando fratelli. È venuto sulla Terra per portare la sua visione e perché la realizzazione dei suoi Sogni porti trasformazione. È venuto per forgiare se stesso fino al miracolo della felicità in terra.
Non è venuto per farsi prendere in giro. 

Troppe volte è successo. La dinamica è sempre la stessa. Sei all’inizio di una grande impresa. Sei piccolo in rapporto all’impresa, o meglio l’impresa è grande per te. Hai capacità e audacia per natura. Quindi limpresa porterà comunque molta luce e sconvolgimento nel tuo ambiente. L’ambiente lo sente… La resistenza del buio agita la coda uncinata. Il mostro attacca. Tu sei debole e soccombi.
O impari nuove lezioni. 


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È venuto qui per combattere. Ma combattere non vuol dire uccidere. 

Combattere significa perseverare, significa esserci per ciò che ti sta a cuore. Significa forgiarsi a ferro e fuoco come spada, significa essere sferzato da  sabbia e sale, accecato dal sole, e continuare a procedere, passo dopo passo.

La sua forza è bianca. Per sua natura, non può essere usata per fare del male. Fedele alla sua natura, non ne sarebbe capace. La conseguenza è che il male, i suoi nemici materiali e spirituali, si fanno beffe di lui. La conseguenza è che lui non si sporca le mani di sangue, non perde il potere conferitogli dalla Luce. 
Le sue vibrazioni, la sua energia, le sue potenzialità, restano alte e potenti. 
Deve essere all’altezza dei suoi nemici, non come loro. Non può accettare provocazioni? Non ne fa e non ne ascolta. Non può permettersi di scendere in campo? Rimane alto.

Ma dal cammino che porta alle mete del suo cuore non si sposta di un millimetro. Sarà il cammino a riplasmarsi e a trovare condizioni di viaggio più efficaci per lui. Ricorda, il male è sempre al servizio del bene.  

Che i nemici continuino a rotolarsi e a rantolare nel loro brodo. 
Se sono così occupati a fare del male, tanto bene non stanno. Chi è in salute fa altro. 
Ma nessuno può permettersi di avere presa su di lui. 

La realtà è ciò che si crea, è vero. E creare il male, attaccare, distruggere, è più facile che costruire scenari felici. Ogni scenario felice, in questo mondo malato, implica una rivoluzione.

Il cavaliere, appena rialzatosi è andato a consultare Maghi e Alchimisti, per capirci qualcosa, per fare la cosa giusta ora e in futuro. Gli hanno detto che non c’è niente da fare. La realtà è ciò che si crea. Se uno manda intenzioni malevole quelle arrivano. Poi si devono estrarre, come frecce, e l’abilità di estrale non ce l’hanno tutti.

Altri nemici possono ordire tranelli, inganni, tradimenti e calunnie con tale finezza e intelligenza da ridurre al ritiro. Ma sono dei pezzenti. Il cavaliere ha il mondo dove esprimersi. È ben lieto di andarsene da posti malfamati e improduttivi. 

Per quanto riguarda gli attacchi occulti, il cavaliere si muove in poche, chiare mosse.
-- Studia il nemico e lo rende inoffensivo. Placa il mostro. Ogni mossa richiede massima astuzia e prudenza. Solo dopo averla compiuta, a volte si accorge di quanto era facile. A volte, basta una carezzina sulla testa, un minimo di compiacenza (unita a un massimo di distacco).
-- Studia il nemico e onora il suo potere. Impara che cosa lo renda forte e si appresta ad emulare le sue capacità. Ad esempio, da dove viene quel potere mentale così forte? Come svilupparlo?
-- Studia le teorie dei migliori Maghi e Alchimisti e ne crea di nuove. Ad esempio, quella che gli attacchi partono e arrivano e colpiscono non gli piace tanto. Pensa che in futuro gli studiosi di teorie la rivedranno. Lui sarà l’esempio che addurranno. Gli attacchi su di lui non arriveranno più. Non perché è superiore e invincibile: finché è cavaliere viandante avrà sempre dei punti deboli. Ma perché, da oggi, non viaggerà mai più nudo ma con un’armatura su misura.

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La realtà è ciò che si crea. Da oggi lui crea un’armatura, a proteggere lui e tutti i suoi.
Come può lui, che a stento protegge se stesso, proteggere anche altri? Non potrà proteggere tutto il mondo, per lo meno non in una mossa. Ma coloro che lui ama risiedono nel suo cuore. Se lui riesce a proteggere se stesso protegge automaticamente anche loro! Siamo uniti nell’amore. È un grande potere quello del cavaliere. 

Ogni pensiero, mantenuto stabilmente, modifica la struttura della realtà. Crea nuove abitudini, nuove connessioni neuronali, crea eventi. Questo lui lo sa. Lo sperimenta, da anni, grazie al suo addestramento quotidiano, mentale e fisico. 


Ma ora gli basta molto meno. Gli basta che il pensiero crei energia. Anche questo lui sa che è vero. “L’energia segue il pensiero” si dice sempre e ognuno può sperimentarlo in ogni momento, anche solo osservando quanto i pensieri si trascinino dietro emozioni e alla fine eventi.
Ecco, a lui serve un pensiero che crei una ben precisa forma di energia. Gli serve una corazza leggera ma in grado di avvolgere tutta la superficie del suo uovo energetico, una corazza selettiva, che lo lascia aperto a percezioni di ogni tipo da ogni lato e a scambi piacevoli ma che è inespugnabile e implacabile nel rimandare indietro, con amore, al mittente tutte le frecce.

È sufficiente una di quelle magline in ferro che usavano i cavalieri medievali sotto le armature più rigide. Armature più rigide lui non ne vuole, lo impiccerebbero. Sì, è ottimista. Non verranno impugnate pesanti lance o accesi cannoni contro di lui. Malattie, incidenti, errori, attacchi, parassiti si muovono con gradualità, si materializzano poco per volta, a seconda delle falle che trovano nell’aura e degli avvertimenti che devono dare. Ha fiducia in sé: non si lascerà sfuggire il significato degli avvertimenti, non ci sarà bisogno di sentire rimbombare i cannoni. Gli interessano le prime frecce. Lo disturbano a sufficienza. 

Per costruire la maglia in filo di ferro gli serve: il telaio, il motore per il telaio, la benzina per il motore del telaio. Ha capito ormai come funziona sulla Terra: ci vuole metodo. 

Il telaio è il suo pensiero, il motore è la sua motivazione, la benzina è un catalizzatore. Un catalizzatore non è necessario, ma sarà utile. Le sue meditazioni devono essere efficaci, più ancora di quanto la sua disciplina mentale e la sua capacità di concentrazione gli garantiscono. 
Sembra che sulla Terra non esista energia più potente di quella atomica. Userà quella. Basta guardare il Sole per un secondo, al mattino o alla sera, per incamerare la Gloria Divina che creò il mondo. Lui lo sa, perché viene da lì, dalle stelle. Pochi vengono dalla sua stessa stella. Ma tutte le anime scaturiscono, in scintillante bellezza, dal fuoco celeste. Molte da stelle lontane, alcune lontanissime; moltissime anime, sulla Terra, dal Sole. Tra tutti gli elementi, il fuoco è il più potente, il massimo catalizzatore esistente. La luce è calda, l’amore è caldo, la velocità di vibrazione è calda, il cuore è caldo, la vita è calda, lo Spirito è caldo, le stelle più evolute sono le più calde. 

Quindi, tutti i giorni, più volte al giorno, eretto, fronte al Sole, socchiude gli occhi per un secondo e, richiusili, provvede a tessere col suo pensiero una infallibile maglia di ferro. Poco tempo e poca fatica gli prende questa pratica. Molta volontà è richiesta, ma è compensata dal piacere della pratica stessa e dei suoi risultati. La maglia nasce formata, col tempo si rinforza.

Contemporaneamente, in ogni momento della giornata in cui non pensa a niente torna a visualizzare l'impenetrabile armatura di luce, per sé e per i suoi cari. E' davvero impenetrabile. È un grande potere quello del cavaliere. 

In fondo si tratta di una forma di meditazione e, come spesso gli capita, anche queste brevissime meditazioni, che in più hanno il vantaggio di nutrirsi di neutrini celesti, polvere di tutti gli Dei, gli fanno venire diverse idee, curiose piccole illuminazioni… Che il “focus” non sia altro che una forma direzionata di “fuoco”. Che il pensiero è creativo se e solo se è stabile e direzionato come un laser, una luce adatta perfino alle microchirurgie. L’emozione arroventa e rende incandescente il pensiero, la calma e la concentrazione lo forgiano e lo rendono affilato come una spada, addensano il suo potere e rendono più veloce e implacabile la sua penetrazione e concretizzazione. 

Così si crea la realtà, pensa il cavaliere, essendo tutto in un punto. 

La capacità di concentrazione si allena, come ogni capacità. Non c’è metodo migliore, secondo lui, della pratica antica, che fino a poche migliaia di anni fa spopolava su tutto il pianeta e che tuttora è da alcuni conosciuta come pranayama. Dal momento che il respiro è la principale fonte di energia (prana in sanscrito) e di vita per l’organismo, disciplinare il respiro allena al sacrificio e alla vittoria supremi, il sacrificio e il superamento della paura della morte. 

Dominare, con intenzione e azione, l’atto automatico del respiro prevede concentrazione costante, senza un crollo, e concede a tutto l’organismo, o a varie sue parti, a seconda di cosa si desideri, nutrimenti pregiati per finalità particolari, a seconda di cosa si desideri. 

Trasformare un passivo atto di sussistenza in atto di volontà è l’apoteosi della padronanza del pensiero che crea la realtà mentre dirige l’energia.
È per il cavaliere manifestare quotidianamente ai suoi propri occhi la sua integrità, la sua centratura e la sua invincibilità




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CONSACRAZIONE DELLA SPADA



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mercoledì 7 maggio 2014

“Il Cuore della Battaglia” - Come Cadere e Rialzarsi con Onore - PRONTO SOCCORSO Attacchi Psichici




“Il Cuore della Battaglia” 

-Come Cadere e Rialzarsi con Onore-

Pronto Soccorso Attacchi Psichici

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Il cavaliere deve sapere una cosa. 
I Cieli, come la Terra sono inesausti. Nei Cieli si combattono battaglie infinite di cui sulla Terra arriva appena qualche metallico riverbero. 
Ogni volta che un equilibrio viene modificato, in Cielo e di conseguenza in Terra, si creano perturbazioni di energia. 
Ogni volta che una Luce si accende, il buio si risveglia. 

Alza il muso. 
E attacca.




Il cuore del cavaliere, per sua natura, arde. 
Il suo fuoco è vivo e brillante e quando si infiamma per un nuovo Sogno la sua Bellezza è vista da lontano. 
È scontato che attiri l’attenzione. 

Spiriti elevati riconoscono il suo valore e ne ispirano e guidano l’esprimersi. A volte loro stessi instillano in lui nuovi poteri e ispirazioni: può fare e deve fare compiti grandi e preziosi. La sua vita è inserita in nuove Linee di Universo, irrorata da flussi di energia, di sapienza e di poesia che spalancano improvvisamente nuove opportunità e lo conducono, lo proteggono.
Il soffio dello Spirito è motore e strumento, inesplicabile e magico, e inebriante, come il vento nelle vele.      

Le sue aspirazioni scaturiscono dal suo cuore ardente, i nuovi percorsi emergono spontanei dal terreno fertile del valore del guerriero. Ne consegue che non c’è desiderio che il cavaliere non possa portare a realtà, non c’è sfida che lui non possa sostenere. 
La sua natura lo ha portato lì e la sua natura lo condurrà al successo. 
La sua natura crescerà e maturerà insieme alle sue realizzazioni.
Adesso però è ancora piccola. 
E' naturale: siamo appena agli inizi di una grande avventura, di un cammino nuovo e sconosciuto.
Tutto è da sperimentare e imparare. 
Affascinante la cosa, non c’è dubbio. 
Però non vorrei essere nei panni del cavaliere. 
Il cavaliere è fragile. 


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A volte gli sembra di camminare sul ghiaccio, altre volte gli sembra di essere lui fatto di cristallo, sul punto di rompersi, da un momento all’altro, maldestro anche solo nel mettere i piedi in terra. 

E la verità è che è di cristallo, puro e vulnerabile. 


La Fortuna ama i forti. A chi ha sarà dato, a chi non ha sarà tolto. Chi conosce la realtà può permettersi di non averne paura, chi è sicuro può permettersi di affrontare sempre ogni difficoltà e imprevisto con semplicità e coinvolgimento, confessando la propria inesperienza, rendendosi disponibile a imparare.
Ma chi ha paura ha la vista offuscata e non può conoscere la realtà e non può avere fiducia in sé né nella sua capacità di esserci. 


La Fortuna ci vede benissimo, precisa, inequivocabile. Le energie si attraggono tra simili. Le ferite attraggono ferite. 
La lingua batte sempre sul dente che duole, e più lui duole più lei batte. E i deboli vengono massacrati.
Come potrebbero mai altrimenti diventare forti!? 

Il male è in agguato. Appena la bellezza fiammeggiante del cavaliere si distente, per un momento, in larghe lingue di luce e di amore e freme di nuovi, inediti sussulti…  tutti i demoni interni ed esterni alzano il muso. E attaccano. Al servizio delle tenebre, della dissoluzione. L’obiettivo è la dissoluzione del cavaliere stesso.
Alle forze del male, si capisce, il cavaliere, che ha amore e progresso nel suo vessillo, dà fastidio. Il gioco si fa duro. Ma è solo un gioco, un passaggio, una prova. 
Al servizio del potere creativo della Luce. Il male è sempre al servizio del bene.



Intanto, sulla strada del cavaliere, si aprono nuovi scenari. Il cavaliere è solo. Si è sempre soli quando si nasce, quando si muore e quando si devono prendere decisioni. Lungo la strada non si vedono più alleati. Solo pericoli. Sempre più concreti e insidiosi, minacciosi, sempre più ingestibili e incomprensibili.
O forse non li si riconosce gli alleati. Non si sa. Come si potrebbe sapere? 
Si è così confusi, così spaventati, così impreparati. I demoni affondano esattamente dove non dovrebbero, nelle parti scoperte, tenere, addirittura nelle ferite aperte e mai rimarginate, nei bisogni irrisolti, nelle paure mai sopite. E più è debole più ha paura il cavaliere, e più ha paura meno è in grado di difendersi dagli affondi degli artigli demoniaci. Emorragia. Basterebbe smettere di avere paura, per risvegliarsi. 
Ma con le perdite di sangue subite, chi avrebbe ormai la forza per farlo!?


Le Grandi Avventure non solo fanno sentire piccoli ma (questo il cavaliere al momento ancora non lo vede) promettono Grandi Avanzamenti: schiudono porte su panorami di inimmaginabili bellezza e vastità, creano mutazioni genetiche, producono energie atomiche. 
Le forze cosmiche che oppongono resistenza al progredire della Luce sono invidiose, sì, gelose del potere del guerriero. Lo vogliono finito. 

Creano resistenza e la resistenza serve al guerriero perché si formino i muscoli. Sono al servizio della sua iniziazione al nuovo cammino. Ma nelle iniziazioni si può fallire. Si può morire. Dai secoli dei secoli, dall’alba della vita è così.
Il cavaliere, che ha questa cosa rara e preziosa che è il valore, e non può nasconderla, e un cuore e un coraggio senza limiti, che lo portano lontano, attirerà sempre invidie e gelosie, boicottaggi e freni.  
Ci saranno sempre tentativi di soffocare e spegnere il suo fuoco. Dalle direzioni e dalle persone più disparate.
Persone forti e cattive tanto quanto forti e benefiche sono le persone alleate che, proprio in quel momento, si mettono a sua disposizione. 
A volte nuovi potenti alleati sorgono dal nulla (e proprio per questo il cavaliere li guarda con tutta la diffidenza possibile, come è naturale). Altre volte sono vecchi amici che scopre all’angolo della via e che lo salutano, altrettanto sorpresi di ritrovarlo, con immutato e rinnovato affetto. E se chiedi che cosa hanno fatto in tutto questo tempo ti racconteranno delle loro ferite e delle battaglie mortali a cui sono scampati. Non lo diresti: sono sereni saggi e splendenti! Ma sono così proprio in virtù di quello che hanno passato. 

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Ma da dove escono queste persone invidiose, queste fastidiose iene che prendono ai polpacci? Ohh dal nulla. Mica le ha cercate, mica le ha scelte. Sono passate per la sua strada. Sembrano, e sono, messe lì apposta, a frenare. Magari sono persone che professano amore per il cavaliere e magari lo amano davvero. Il cavaliere, dopo avere finalmente scorto da quali assassini, materialmente, erano stati sferrati gli attacchi, le guarda attonito e di nuovo non capisce: negli occhi di queste persone vede amore. C’è sempre amore nel cuore del cavaliere, nei suoi occhi, lui vede amore dappertutto e giura che ci sia davvero e non sarebbe neanche strano, il magnetismo e la dolcezza del cavaliere non possono che suscitare amore ovunque vada.  Ma questo non toglie che anche le ombre esistano dappertutto. E funzionano, tanto e meglio dell’amore: distruggere è più facile che creare. 
A volte l’ombra si impossessa di queste persone e loro si concentrano un attimo, o anche due o tre attimi, a caldo o anche a freddo, da vere bastarde, e zam, gliele mandano. 
Come possano avere questa doppia vita è cosa di cui il cavaliere, nella sua purezza e semplicità di cuore, non si capaciterà mai. 
Ma il Cielo ci vede benissimo, ti dà sempre quello di cui hai bisogno, servendosi dei tramiti più impensati nei modi più impensati. Non si preoccupa della credibilità della storia. A lui interessa solo la sua efficacia in termini di resa energetica. 


Il cavaliere, nella sua vita errabonda a contatto con i paesaggi umani e naturali più diversi, ha imparato una cosa: solo un cavaliere vivo può portare a termine sulla Terra una Missione. 
Peggio: ogni Missione non portata a termine resta in attesa di essere portata a termine, per l’eternità. Se non viene portata a termine si trasforma in ferite (e abbiamo appena visto che cosa le ferite producano e il cavaliere, prudentemente, preferirebbe evitare) o in debiti karmici. 
I debiti karmici sono quelle esperienze che uno si deve reincarnare apposta per viverle tutte daccapo.
Il buon senso del guerriero non ha dubbi: meglio portare a termine una missione a metà che ricomiciarla da zero, in situazioni ancora più penose, con ferite ancora più profonde e prove ancora più impegnative.

Ora non esiste margine di scelta, per salvare la pelle ogni risorsa va utilizzata. Subito. 

A tutti gli attacchi, i legamenti, le maledizioni provenienti dall’esterno il cavaliere deve reagire.
Ne deve rispondere con la sua stessa vita: è un fatto di onore, o meglio di semplice responsabilità. Gli affondi dei demoni non straziano sono lui ma, a catena, molte altre persone a lui care o a lui collegate e lui vede il dolore propagarsi in giro e non sa più quale sia lo strazio e la vergona più grande per lui, se essere sconfitto o essere complice del male! 


Prima di tutto, se possibile, quando possibile, togliersi da lì. 
Si sta facendo da bersaglio a frecce, veleni, tiranni, intrighi, manipolazioni? 
Niente rende innocue queste frecce come il togliere il bersaglio.
Staccarsi dagli attaccamenti è possibile staccandosi. Allontanarsi da un conflitto è possibile allontanandosi. 

È così facile? Sì. Ma non è la soluzione più efficace. 
Primo, non è rapida. Ad esempio, se un cordone ombelicale non viene reciso ma si aspetta che si dissolva organicamente per carenza di nutrimento, se si persevera il risutato è assicurato ma non in tempi brevi e non senza disagi. 
Secondo, non è sicura. La fuga non è mai una alternativa stabile. 
Bisogna avere un nuovo posto dove stare e soprattutto un luogo interiore dove i conflitti vecchi non possano trovare terreno. 
Bisogna avere sanato le ferite su cui i conflitti si appoggiavano, creando dolore. 

Il cavaliere, nella sua vita avventurosa, è stato ferito così tante volte che non teme il dolore. 
Non teme il dolore della battaglia né quello della guarigione. 
Il cavaliere, così splendido quando accelera e corre veloce, in groppa al suo destriero, col vento favorevole e il vento prodotto dal suo stesso slancio che gli scompigliano i capelli, è altrettanto magnifico quando sta fermo. E sa stare fermo, lo sguardo e il respiro volto all’interno, tutto il tempo necessario.   

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Tutto questo funziona, e funziona sempre. 
Posto che al cavaliere, ovviamente, sia rimasto sangue nelle vene. 
Si parlava, qualche capoverso sopra, di “emorragia”. 
Quanto è grave l’emorragia? Quanto sono stati generosi e bravi i demoni? Il cavaliere è in ginocchio? 
È fermo, sì. 
Ma può soffermarsi, con la calma e la lucidità necessarie, alla cura delle proprie ferite, in modo da ripartire più saggio, sicuro e forte di prima? 


Non ha risorse. All’inizio del viaggio era debole e incerto. La sua debolezza gli ha procurato attacchi che lo hanno reso più debole. Ora è inerme, scosso, confuso, ottenebrato. Vuole solo uscire da lì, togliersi di mezzo, se non morire almeno tornare alla sua vecchia vita, e non pensarci più. 


Il cavaliere, in tali frangenti, rischia di dimenticare che in questo modo sta perdendo la partita, non col suo presente, in una battaglia qualunque chechissenefrega, ma col suo futuro, con se stesso. Scappare e chiudersi la porta alle spalle e pensare ad altro non rimargina le ferite.   
I solchi sono stati approfonditi e sono in attesa solo di altro sale, da nuove circostanze. Prima che lui si immagini, i demoni colpiranno ancora. E sarà molto peggio. Molo molto peggio.
Anche il cavaliere ha la sua ombra. E non deve permettere che si estenda e periodicamente lo atterri con mosse marziali sempre più mortali.
Achille aveva solo un punto vulnerabile del suo corpo, un piccolissimo, introvabile, punto. E perse la vita per quello. 
Tu, Cavaliere, vuoi dannarti l’anima per un piccolo ostacolo? 

Sì, lo so, a te sembra grande e grande è diventato, mossa maldestra dopo mossa. Ma era solo un piccolo ostacolo. Torna indietro, guardalo.
Calmati. Prendi il tuo tempo. Recupera le forze. Recupera la tua innata lucidità e sensibilità, dissipa l'ansia e recupera il tuo fiuto. 
Chiedi auto. La Vita ti ha insegnato a fare tutto da solo, a credere nel tuo valore, nelle tue infinite risorse, nella tua inossidabile forza morale. Proprio per questa tua tempra hai vinto tante battaglie, e i tuoi occhi si sono riempiti tante volte di commozione, di stupore e di meraviglia. Proprio per questa tua tempra gli Spiriti ti amano tanto e offrono, e solo a te, ogni genere di opportunità (e sfide). 
Ma non fare che questa tempra ti imprigioni, che l'autosufficienza sia mossa dalla paura dell'altro, che la fierezza si confonda con l'orgoglio. 
Alcune persone sono lì, se le guardi e le vedi, impazienti di poterti tendere la mano e potere gioire del piacere di avere a che fare con te. 
Persone di valore come te, che riconoscono la tua forza e la onorano, che riconoscono la tua fragilità e la amano, perché la fragilità è più ricca ancora della forza in poesia purezza e potenzialità. 
 
I tuoi alleati! Hanno strumenti e soluzioni di cui tu hai bisogno. Così facile... Così fortunato sei. 


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Da questa impresa, cavaliere, ne uscirai vivo. 
Dalla tua vita, cavaliere, uscirai vincente. 


Perché persone e Spiriti non lasciano andare alla deriva uno come te. 
Perché sei un essere speciale, ed è un piacere e un onore avere cura di te. 
Perché sei prezioso e gli Spiriti ti manderanno occasioni a non finire e intuizioni e segni, sogni, ispirazioni, indicazioni, affinché tu ritrovi la Via e le forze per percorrerla. 

Gli Spiriti ti daranno ostacoli, nemici, opportunità, amici. 

A volte ti sentirai finito ma sarai solo momentaneamente smarrito. Lasciati guidare.

Abbi fiducia nella tua luce, la Luce che ti guida. 

Riprendi il cammino, cavaliere, non vedi quanto sono dolci e caldi i colori dell’alba all’orizzonte?...
Il Sole ti chiama.








sei anche tu un cavaliere? 
Per conoscere la natura del Cavaliere vai al post:
“I sei strumenti, materiali e spirituali, che un Cavaliere deve avere per Vincere”
puoi leggervi anche importanti informazioni su:
- alleati (punto 6) 
- scudo (punto 2) 
- e sull'igiene psichica quotidiana!


ti aspetto al prossimo post! 
"Come costruire un'armatura su misura - Metodologia della Difesa dagli Attacchi Psichici" 


 
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ricchissimo in storie e consigli utili. non è solo una guida alla difesa psichica ma anche un prezioso strumento di allargamento di conoscenza e consapevolezza per vivere meglio con il mondo e con noi stessi. 
un libro pacato ma pieno di forza.




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