giovedì 13 settembre 2012

Happiness coming home! (4)

Happiness coming home! (4)
( parte quarta del ciclo inaugurato da "Non mangiate le Margherite! (1)" )

Fare poesia non è convertirsi alla parola, ma pregare per i propri occhi, perché tutto, tutto si tiene sul vedere.” (Tiziana Cera Rosco)

Riassunto delle puntate precedenti…  Ho parlato dei benefici, misurabili, di amore e sesso. Amare fa bene, più della maca andina (che pure può aiutare libido e sua espressione ;) perfino più dell’alga klamath (che certamente può sostenere l’esperienza di stati di coscienza elevati). Più di una alimentazione pura o perfettamente bilanciata, naturale e vitale, può l’entusiasmo che viene dal cuore e che si nutre di gioia di vivere. L’amore e la passione per se stessi e quello che si fa, la capacità di gioire di ogni dono che la vita offre.
E per questo non c’è bisogno dell’anima gemella, non c’è bisogno nemmeno di un partner. C’è bisogno solo di se stessi.
Ma è chiaro che quando iniziamo a stare bene nei nostri panni, quando il nostro cuore di timidi e sofferti palpiti inizia a fiorire, facilmente ci imbattiamo in qualcuno da amare. È un movimento naturale, una espansione e una espressione fisiologica. Ci porterà un sacco di guai, farà emergere le nostre ombre, sarà per noi lo specchio di ombre e luci… E va benissimo così. L’essere umano è un essere relazionale ma questo non significa che è ‘nato imparato’. Significa piuttosto che proprio grazie alla sua spinta relazionale, alle sue necessità, è costretto a un ‘tour de force’ di apprendimento molto intenso. L’evoluzione ha tante trappole. E va bene così. Non possiamo e non vogliamo sottrarci.
Una volta lessi una intervista fatta a un esperto di macrobiotica, la scienza e pratica alimentare fondata sulla medicina cinese. In sostanza diceva: “Ho iniziato a studiare macrobiotica perché tutti dobbiamo mangiare. Allora meglio sapere quello che si mangia.” Per questo mi affascinano le relazioni, perché è desiderio ed esperienza di tutti passare di lì.
Amare fa bene, produce endorfine e chissà quali ormoni rigeneranti, promuove la vita e rinforza e ristruttura il corpo fisico, purifica e illumina tutti gli altri corpi.  Amare fa bene e rende felici e non è necessario avere un oggetto preciso né un oggetto ricambiante. Amare ha la sua bellezza e il suo potere di per sé.
Ad esempio la meditazione buddista tibetana è centrata sul produrre amore/compassione perché l’amore è la vibrazione più alta evolutiva e trasformativa di cui l’essere umano può fare esperienza. L’amore è la forza che sostiene la vita.
Hai VISTO  gli studi di Masaru Emoto sull’acqua! Quanto è potente la vibrazione dell’amore.  
Ad esempio Attilio Piazza fa notare che si parla tanto di “amore incondizionato” come di un ideale, o un dovere o una favola new-age, ma non è poi concetto così strano. Si tratta di rendersi conto, in tante circostanze della vita (dopo un divorzio, durante un litigio addirittura o sai tu quando altro) che l’amore c’è, e ha vita propria, evolve ma non cessa certo a comando. Ricordo un video molto carino su you tube in cui Attilio sottolineava che non si può fare a meno di amare, meglio accettarlo. Inoltre l’amore incondizionato è libertà. È una cosa molto bella, comoda e sana: non sono schiavo di niente, non sono dipendente da preconcetti, aspettative, da contratti o accordi reali o subliminali o immaginari. Sono libero. Sono quello che sono. Il mio cuore è libero di sentite quello che sente e io sono quello che sono. Altro non ci dato essere o sapere.
Chi sta bene da solo sta bene perché è centrato ed è completo, integrato nelle sue parti ying/yang (o ‘anima’ ‘animus’ per usare linguaggio jungiano) (ovviamente con una prevalenza della polarità del proprio sesso), e, Maschio o femmina che sia, ha una vita ricca, avventurosa, creativa, piena di scoperte e soddisfazioni. E lo auguro a tutti. Chi è pieno dentro non può fare a meno di ricercare e di incontrare la pienezza anche fuori. Come in alto così in basso, come dentro così fuori. E questa è la coppia. Polarità opposte. Contatto energetico su tutti i livelli. Anche la pila funziona così. Polo negativo (-) più polo positivo (+). E produce energia.
E due persone, entrambe duplici, insieme fanno quattro, ma a volte fanno centomila e molto di più.
Se l’intimità, l’intimità di affetto, comunicazione e intesa sessuale, cresce, produce energia a livello più che esponenziale. E non solo perché ognuno, a contatto con l’altro, potenzia la propria polarità interna. Ma perché l’amore è fatto così. È un flusso e, quando i canali sono aperti, si diffonde e irriga tutto il corpo e fertilizza. E nel sesso risiede il potenziale energetico più grande che ci è dato. In sostanza questi due poli, Amore (femminile) e Sesso (maschile) sono la miccia per una reazione a catena che conduce molto al di là della soddisfazione dei sensi o del rilascio di energia dai primi chakra.
Nel prox post vediamo in pratica come funziona… e come farlo funzionare. 


per leggere il post precedente 

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