mercoledì 14 maggio 2014

Come il Cavaliere diventa Re: l’estrazione della Spada dalla Roccia


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Come il Cavaliere diventa Re: l’estrazione della Spada dalla Roccia


Il cavaliere è sereno. Ma non è felice. È guarito dagli attacchi, fastidiosi irritanti insetti, a volte infestanti e pericolosi. Ma le ferite inferte dagli attacchi non sono nulla in confronto alle ferite che ha dalla nascita. Il cavaliere è alto, forte e radioso. I suoi occhi sono tersi e trasparenti come quelli di un bambino. Appare perfetto di bellezza interiore ed esteriore. Ma perfetto non è. 

Lo sapeva da prima di incarnarsi. Lo aveva scelto.

Avrebbe portato il suo amore e la sua intelligenza nella vita degli esseri umani, esseri con i quali si sarebbe mischiato tanto da non farsi riconoscere e da non ricordarsi più chi era. Avrebbero creato insieme cose belle e giuste. Avrebbe portato il suo onore e il suo valore sulla Terra, resi ancora più efficaci dalla sua naturale umiltà. Avrebbe osservato le persone con curiosità, tolleranza ed empatia, la massima che gli sarebbe stata possibile, sempre, e cercato di aiutarle. 

Quali erano i patti prima di incarnarsi? Era tutto qui? Gli sarebbe bastato. Fare cose belle e giuste nel suo caso si snocciolava in imprese grandi che suscitavano meraviglia agli occhi del mondo e ai suoi stessi occhi ed erano esperienze formative per tutti, per coloro che vi partecipavano e per quelli che vi assistevano. La sua vita sarebbe stata ricca, intensa ed entusiasmante. La sua grande energia sarebbe stata al servizio del bene. Una vita perfetta, infatti. E invece non lo era, perfetta. Lui era triste. 
Era vulnerabile. 

Adesso si ricordava. Era venuto anche per essere vulnerabile. Per essere solo e soffrire. Per avere bisogno di aiuto e chiederlo. Per imparare a ricevere senza vergogna e, più di ogni altra cosa, senza paura.

La forza del cavaliere è nel suo cuore. La ferita del cavaliere è nel suo cuore. Un giorno coglierà la misteriosa verità che la ferita stessa, per tutta la vita, funziona da risorsa. 

La sua splendida luce aveva un’ombra scura e dolorosa.amore, cambiamento, cavaliere, crescita personale, crescita spirituale, di successo, felici, il successo, la felicità, ricerca della felicità, spada, vincere,



E ora era arrivato il momento di entrarci. La spirale della crescita gira. Aveva cavalcato la luce finora. Ora Saturno gli si era piantato davanti. Saturno è un Dio inamovibile. Alto e possente, lento ed esigente, faceva ombra.
Complicazioni, ostacoli, blocchi. Lui si era fermato. Ora avrebbe domato e cavalcato un destriero scuro.

Aveva vinto tante battaglie. Aveva creato la vita che desiderava. Ne era fiero e soddisfatto. 
Ora non gli andava più bene niente. Il passato gli andava stretto. Il futuro era un deserto.

Il viso schiaffeggiato dai venti, gli occhi gli si riempiono di sabbia, come una ennesima beffa, e non vede più niente.



Vorrebbe iniziare qualcosa di nuovo. Sa che ce la può fare. Ce la può fare a fare qualsiasi cosa. Ognuno può fare qualsiasi cosa. I limiti sono solo illusioni che si sciolgono al sole. Ma non sa cosa fare. Non sa neanche quali sono i suoi limiti, che cosa ha bisogno di superare, che cosa ha voglia di superare per andare dove. È fermo.

Forse è il momento di stare fermi ora. Forse deve imparare qualcosa di diverso. Magari non più facendo ma restando fermo, in questa condizione tutt’altro che agevole, priva di strategie, piena di ansie.


Quando il fuoco è sommerso dalle acque può solo scendere all’interno, in profondità.
Le acque più profonde sono quelle più tranquille, è vero. Ma sono anche le più sconosciute e soprattutto le più buie. Come si fa a non averne paura!?

Per andare in profondità, negli oscuri abissi marini, ci vuole coraggio. 
Ci vuole il coraggio di sentirsi. Mettersi in ascolto del proprio disagio fino a che il disagio si scioglierà e parlerà del proprio dolore. Ascoltare le sue parole, le sue esigenze, le sue contraddizioni.
E finalmente si potrà fare la conoscenza di se stessi.


Il cavaliere non può portarsi appresso, nelle imprese della sua vita, un peso morto di ferite e tabù, non può permetterselo.
Se il cavaliere, ora, è bloccato da ogni parte e costretto a guardare in faccia il suo cadavere interiore deve essere grato al suo destino. 
Prima ha giocato. Ora nasce a se stesso. Ora può diventare grande: adulto, integro, invincibile, immenso.


amore, cambiamento, cavaliere, crescita personale, crescita spirituale, di successo, felici, il successo, la felicità, ricerca della felicità, spada, vincere, Non ha idea di come. 
Durante le doglie, il feto non vede nulla della nuova forma che lo aspetterà, né è del tutto consapevole di come si fa ad uscire dal tunnel in cui si trova. ;)

Eppure visto da fuori è tanto facile. È doloroso, se si oppone resistenza e si ha paura, ma è naturale, fisiologico. 
Per il cavaliere si tratta di dare vita a tutte le parti di sé, di integrare l’ombra. 

Quando avrà integrato l’ombra dentro di sé succederanno due cose.
Non riceverà più attacchi perché gli attacchi non avranno più dove colpire, e, allo stesso tempo, gli capiterà, per incanto, di trovare anche fuori di sé ciò che può meglio completarlo, quello che desidera da una vita, quello che colma la sua solitudine e dà luce e gioia ai suoi giorni. 

“Come in alto così in basso” dicono i suoi Maestri Alchimisti, “Come dentro, così fuori”.

Quando sarà intero e la sua energia in seguito a questo matrimonio sarà esponenzialmente cresciuta e stabile, sicura e felice, allora capiteranno anche opportunità all’esterno di integrazioni che faranno crescere, ulteriormente, esponenzialmente la sua energia... 
Per questo non esistono dubbi che il cavaliere abbia un grande passato ma lo aspetti un molto più grande futuro. 

Un futuro da Re. 
Territorio più vasto, potenzialità creative maggiori, massima influenza benefica. 




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"Chiunque estrarrà questa spada da questa roccia, sarà di diritto re d'Inghilterra". 

Questa è la leggenda, l’immagine poetica che risuona con le nostre battaglie quotidiane. 
Sii intero. Sii libero! 
Libera la parte di te che è sempre rimasta in ombra, che è nata inesperta e ancora non sa come muoversi, che è convinta che tutto il mondo intorno sia roccia ruvida e fredda, utile solo a ferire tenere carni.


La leggenda racconta che tanti cavalieri, con superficialità, ci provarono. Ma solo uno ci riuscì. Era destino, alcuni dicono. Chiedete a lui. Vi dirà che la sua vittoria è il frutto di una vita di lotta, di prove, fughe, impegno sudori e sangue. Il destino non basta, bisogna guadagnarselo.


La leggenda racconta che il predestinato non sapeva che era impossibile. Passò di lì e la estrasse. È la convinzione di potercela fare che fa la differenza, alcuni dicono. Chiedete a lui. Vi dirà che era il suo momento, che tanto quello che dicono non lo ascolta mai per cui per lui saperlo o non saperlo non fa la differenza. Vi dirà che era il suo momento, che era pronto, che accettando umilmente tutte le sfide che il suo cuore e il destino (o sono la stessa cosa?) gli avevano posto davanti aveva accettato di confrontarsi con i più vari demoni e ognuno gli aveva insegnato una parte di sé. 
La sua ombra ormai la aveva esplorata tutta. Esisteva, sì ma la conosceva benissimo, la aveva integrata, la aveva amata, la aveva portata alla luce. La spada, estratta, lo rifletteva interamente. La leggera rifrazione al centro, a ricordare la sua ferita originaria, lo faceva sorridere. Era intero e poteva guardarsi per intero anzi, doppio: la dopia lama della spada rifletteva la forza ammaliante di due magnifici cavalieri che lo guardavano dritto negli occhi, sorridenti. 

Leggete la leggenda (o guardate il film di Walt Disney "La Spada nella Roccia") per capire tutte le tappe che hanno portato il cavaliere ad essere pienamente se stesso, un Re.
Ogni Re ha una stroria diversa.
Ma ogni Re è stato ed è un cavaliere coraggioso. 




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"Quando il fuoco è sommerso dalle acque può solo scendere all’interno, in profondità.
Le acque più profonde sono quelle più tranquille, è vero. Ma sono anche le più sconosciute e soprattutto le più buie. Come si fa a non averne paura!?

Per andare in profondità, negli oscuri abissi marini, ci vuole coraggio. Ci vuole il coraggio di sentirsi. Mettersi in ascolto del proprio disagio fino a che il disagio si scioglierà e parlerà del proprio dolore. Ascoltare le sue parole, le sue esigenze, le sue contraddizioni.
E finalmente si potrà fare la conoscenza di se stessi."












per la la più semplice e autorevole descrizione dell'Ombra...

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8 commenti:

  1. Buonasera Silvia,

    sto leggendo i tuoi post sui Cavalieri e l'estrazione della spada nella Roccia.

    Hanno riacceso in me una fiamma che sapevo di avere, ma forse era troppo flebile per sentirla ardere veramente.

    Non so come ma le parole che scrivi colpiscono tutte al cuore, hanno una Voce potente, risuonano come tuono dentro di me.

    Una fortuna per me e un onore averti incontrato, sono perfino commosso mentre scrivo, mi vengono i brividi.

    Sei forse una Stella ?

    Vederti in questa notte e avermi regalato tale Luce spero ti faccia brillare ancora di più.

    Chino la testa, ti guardo da quaggiù e ringrazio di essere passata sul mio Cielo.

    Luca.

    PS. ti lascio l'indirizzo del mio blog...un abbraccio

    www.lagiostradelsole.wordpress.com

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    1. grazie Luca, le tue belle parole danno forza e calore al mio blog. :)

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  2. Il sovrano riprende il discorso: "Sulla roccia che contiene la spada gli antichi scrissero la regola che doveva guidarci: SE UN GIORNO LE NOSTRE TERRE FOSSERO MINACCIATE DAGLI INVASORI ALLORA UN CUORE PURO, ANIMATO DA UNO SLANCIO DI GIUSTIZIA E IGNARO DI COSA SIANO L'ODIO E LA VENDETTA, POTRA' ESTRARRE LA SPADA DAI MILLE POTERI E PORTARE A TERMINE UNA BATTAGIA GIUSTA E LEALE."

    da: L.Besson, Il Popolo dei Minimei

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  3. Grazie Silvia, i tuoi post sono davvero potenti e illuminanti!!!
    Monica.

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    1. grazie Monica. mi fa molto piacere avere toccato il tuo cuore. :)
      confesso che questi ultimi quattro post sono stati davvero speciali. li ho coltivati a lungo e con grande amore e c'è il meglio che ho!
      ...ma spero di sapervi stupire anche in seguito! ;)) cerco sempre di fondere concretezza con poesia, idealismo con umorismo... per dare cose belle, preziose e utili. chissà cosa uscirà in futuro da questa penna matta!

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  4. a proposito di male di bene di attacchi e di come difendersi...
    “Fra tutte le sofferenze che dovete sopportare molte vengono ovviamente dall’esterno. Eppure, nelle sofferenze che vi sono inflitte e di cui non siete direttamente responsabili avete cmq una parte di responsabilità. Perché? Perché non avete imparati come immunizzarvi. Se siete talmente vulnerabili è perché gli elementi negativi che vi vengono inviati dal mondo esterno incontrano un’eco in voi. Ed è anche possibile che a causa delle impurità, delle tenebre che ospitate, quel male sia ancora aumentato. Se cercaste di alimentare in voi la purezza e la luce non solo quel male sarebbe neutralizzato ma verrebbe anche amplificato il bene che ricevete.
    Se non sentite intensamente il bene che vi giunge ogni giorno dai mondi visibili e invisibili, significa che in voi vi sono materie opache di ogni genere che gli sono di ostacolo. Allora, vedete, tutto dipende da voi: respingere il male ma anche atturare il bene e conservarlo.”
    Da: O. M. Aivanhov, “Pensieri quotidiani”
    http://www.macrolibrarsi.it/libri/__pensieri-quotidiani-2014-libro.php?pn=2826

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  5. Silvia, solo un enorme Grazie!!! Ho incrociato per caso il tuo blog e mi sento i brividi addosso...risuona fin nel profondo dell'Anima!
    Un abbraccio!
    Valeria.

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    1. magnifico! gli Spiriti che muovono il mio cuore e la mia mano sono contenti. :)) grazie mille Valeria per il feedback.

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