sabato 22 settembre 2012

Non fate l’amore con le Margherite! (5)

seguito del post "Happiness coming home!" e facente parte del ciclo inaugurato con "per favore, non mangiate le Margherite"
Tutti i romanzi di Mamani, sciamano andino ‘free lance’, hanno una forte coloritura sessuale. Tutti si sviluppano intorno a un personaggio femminile in cerca di amore e in esplorazione della sessualità. Il tema è banale, le storie spesso carenti dal punto di vista narrativo e stilistico, l’approccio commerciale, gli insegnamenti iniziatici spesso improponibili. Eppure sono libri di un certo valore e sono corretti, e sono contenta di averli letti e sottolineati. Tutto parte dalla donna e tutto passa attraverso la donna. L’educazione e formazione di un mondo nuovo e, nel piccolo, la felicità individuale e lo sviluppo del potenziale di ogni singolo individuo. Mamani, frutto di una cultura che venera in egual misura la Terra (principio femminile) e il Cielo (principio maschile) ma forse, tra tutte, la cultura più amante della Terra (Pachamama) e del femminile, sa che il rinnovamento deve partire dalla donna. Lo spiega in modi tradizionali, passionali, o iniziatici, termini difficili da accettare o assimilare o mettere in pratica. Ma le premesse sono  indiscutibili: nella natura femminile, per tradizione e per natura, c’è l’urgenza e l’intelligenza relazionale.
Non a caso in una delle più famose coppie tantriche del mondo, gli italiani Elmar e Micaela Zadra, fu la lei  a prendere l’iniziativa “voglio fare qualcosa per la nostra coppia”. Da quel momento, i due intrapresero un percorso finora ventennale ma virtualmente infinito di crescita insieme, ‘cavalcando la tigre’ del desiderio per andare ben oltre il desiderio stesso o il suo appagamento, per produrre amore, complicità, comunicazione su tutti i piani, e una travolgente energia estatica.
Il loro libro “Tantra. La via dell’estasi”, scritto con pacatezza e chiarezza tutta italiana, spiega con semplicità e praticità come funzionano i rapporti e come funzionano le energie. Cosa significa che dipende tutto dall’amore e dalla passione della donna allora? È una questione di polarità energetiche, di contatti elettromagnetici che si attivano a spirale. Per entrare nelle dinamiche invito a leggere il libro, e poi invito a sperimentare con curiosità e voglia di mettersi in gioco. Non si tratta di giochi erotici, ma di esperimenti di vario tipo, energetici, o meditativi, per conoscersi meglio.
Appoggiati dalla millenaria tradizione tantrica indiana e tibetana, si può dire che la donna è veicolo di Spirito. Il tantra stesso nacque e fiorì in una cultura matriarcale e si muove con modalità ‘femminili’ e le pratiche di coppia più importanti che propone (p. 209, 249, 302, 304) sono guidate dalla donna. La donna anche da sola può raggiungere l’estasi, l’illuminazione  e la pienezza dello Spirito, solo raffinandosi…
Ma siamo fatti per amare! Ma insieme si va più veloce e più lontano e soprattutto si va nella gioia della condivisione e dell’amore di coppia. Insieme non si è due e non si è più quattro, come dicevo prima, ma si è centomilioni. Alla pila per funzionare bastano due polarità, ma la centrale elettromagnetica fa fluire, attraverso le mille resistenze dei corpi, l’energia più potente a disposizione dell’essere umano.
Niente è più appagante, rilassante ed erotico per la dona di seguire il suo uomo. L’energia maschile è fatta per esteriorizzare, la conformazione stessa del corpo dell’uomo lo evidenzia. L’energia yang è fatta per muoversi e conquistare spazi, esprimere creatività o guida. Una donna forte, si sperimenta nella costellazioni familiari, e auguro a tutti di sperimentarlo, è una donna piena di energia femminile che ha saputo, attraverso l’amore, prendere a piene mani dalle antenate o dalle donne della sua vita.  Una donna forte ama un uomo forte. Un uomo forte è un uomo che sa dove andare. Il tango è un ballo pieno di passione perché mette in scena la danza degli archetipi, in cui l’uomo guida e la donna segue.
La donna, statica, ricettiva, vasta, psichica, è il ricettacolo, infinito, di energia spirituale, di terra e di cielo, a cui l’uomo si abbevera. Non guida, non ha bisogno di si esprimersi: è. E, essendo, ispira e nutre. Non si impone ma esige considerazione. E rispetto per il suo potere naturale.
D’altra parte il potere nella coppia è tutto e solo suo. Un uomo senza una donna non raggiunge piena felicità, non raggiunge piena espressione e non vive a lungo. Una donna senza un uomo non raggiunge piena felicità.
Inoltre, come si diceva all’inizio, dalla capacità di amare della donna dipende la capacità di amare della coppia; e dalla sua finezza e attenzione per le dinamiche di relazione la sua armonia e crescita.
Dalla salute psichica del femminile del pianeta dipende la sopravvivenza del pianeta. Dall’amore che le donne provano per se stesse dipende l’amore e l’intelligenza che sono in grado di distribuire. Solo se la donna è fedele a se stessa può stare a fianco di un uomo e/o “seguirlo”.
Il tantra è… Sconsigliato? Inevitabile? Superato?
Nel prox post discuteremo le diverse posizioni (ideologiche! che hai pensato!? ;) riguardo al sesso. 

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Tantra. La via dell'Estasi Sessuale
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giovedì 13 settembre 2012

Happiness coming home! (4)

Happiness coming home! (4)
( parte quarta del ciclo inaugurato da "Non mangiate le Margherite! (1)" )

Fare poesia non è convertirsi alla parola, ma pregare per i propri occhi, perché tutto, tutto si tiene sul vedere.” (Tiziana Cera Rosco)

Riassunto delle puntate precedenti…  Ho parlato dei benefici, misurabili, di amore e sesso. Amare fa bene, più della maca andina (che pure può aiutare libido e sua espressione ;) perfino più dell’alga klamath (che certamente può sostenere l’esperienza di stati di coscienza elevati). Più di una alimentazione pura o perfettamente bilanciata, naturale e vitale, può l’entusiasmo che viene dal cuore e che si nutre di gioia di vivere. L’amore e la passione per se stessi e quello che si fa, la capacità di gioire di ogni dono che la vita offre.
E per questo non c’è bisogno dell’anima gemella, non c’è bisogno nemmeno di un partner. C’è bisogno solo di se stessi.
Ma è chiaro che quando iniziamo a stare bene nei nostri panni, quando il nostro cuore di timidi e sofferti palpiti inizia a fiorire, facilmente ci imbattiamo in qualcuno da amare. È un movimento naturale, una espansione e una espressione fisiologica. Ci porterà un sacco di guai, farà emergere le nostre ombre, sarà per noi lo specchio di ombre e luci… E va benissimo così. L’essere umano è un essere relazionale ma questo non significa che è ‘nato imparato’. Significa piuttosto che proprio grazie alla sua spinta relazionale, alle sue necessità, è costretto a un ‘tour de force’ di apprendimento molto intenso. L’evoluzione ha tante trappole. E va bene così. Non possiamo e non vogliamo sottrarci.
Una volta lessi una intervista fatta a un esperto di macrobiotica, la scienza e pratica alimentare fondata sulla medicina cinese. In sostanza diceva: “Ho iniziato a studiare macrobiotica perché tutti dobbiamo mangiare. Allora meglio sapere quello che si mangia.” Per questo mi affascinano le relazioni, perché è desiderio ed esperienza di tutti passare di lì.
Amare fa bene, produce endorfine e chissà quali ormoni rigeneranti, promuove la vita e rinforza e ristruttura il corpo fisico, purifica e illumina tutti gli altri corpi.  Amare fa bene e rende felici e non è necessario avere un oggetto preciso né un oggetto ricambiante. Amare ha la sua bellezza e il suo potere di per sé.
Ad esempio la meditazione buddista tibetana è centrata sul produrre amore/compassione perché l’amore è la vibrazione più alta evolutiva e trasformativa di cui l’essere umano può fare esperienza. L’amore è la forza che sostiene la vita.
Hai VISTO  gli studi di Masaru Emoto sull’acqua! Quanto è potente la vibrazione dell’amore.  
Ad esempio Attilio Piazza fa notare che si parla tanto di “amore incondizionato” come di un ideale, o un dovere o una favola new-age, ma non è poi concetto così strano. Si tratta di rendersi conto, in tante circostanze della vita (dopo un divorzio, durante un litigio addirittura o sai tu quando altro) che l’amore c’è, e ha vita propria, evolve ma non cessa certo a comando. Ricordo un video molto carino su you tube in cui Attilio sottolineava che non si può fare a meno di amare, meglio accettarlo. Inoltre l’amore incondizionato è libertà. È una cosa molto bella, comoda e sana: non sono schiavo di niente, non sono dipendente da preconcetti, aspettative, da contratti o accordi reali o subliminali o immaginari. Sono libero. Sono quello che sono. Il mio cuore è libero di sentite quello che sente e io sono quello che sono. Altro non ci dato essere o sapere.
Chi sta bene da solo sta bene perché è centrato ed è completo, integrato nelle sue parti ying/yang (o ‘anima’ ‘animus’ per usare linguaggio jungiano) (ovviamente con una prevalenza della polarità del proprio sesso), e, Maschio o femmina che sia, ha una vita ricca, avventurosa, creativa, piena di scoperte e soddisfazioni. E lo auguro a tutti. Chi è pieno dentro non può fare a meno di ricercare e di incontrare la pienezza anche fuori. Come in alto così in basso, come dentro così fuori. E questa è la coppia. Polarità opposte. Contatto energetico su tutti i livelli. Anche la pila funziona così. Polo negativo (-) più polo positivo (+). E produce energia.
E due persone, entrambe duplici, insieme fanno quattro, ma a volte fanno centomila e molto di più.
Se l’intimità, l’intimità di affetto, comunicazione e intesa sessuale, cresce, produce energia a livello più che esponenziale. E non solo perché ognuno, a contatto con l’altro, potenzia la propria polarità interna. Ma perché l’amore è fatto così. È un flusso e, quando i canali sono aperti, si diffonde e irriga tutto il corpo e fertilizza. E nel sesso risiede il potenziale energetico più grande che ci è dato. In sostanza questi due poli, Amore (femminile) e Sesso (maschile) sono la miccia per una reazione a catena che conduce molto al di là della soddisfazione dei sensi o del rilascio di energia dai primi chakra.
Nel prox post vediamo in pratica come funziona… e come farlo funzionare. 


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I libri consigliati di Elmar e Michaela Zadra

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sabato 8 settembre 2012

Felicità qui e ora

Come vivere felici?  Basta poco per essere felici.  


solo per oggi, interrompo il ciclo di post "erotici" per regalarti alcuni stralci che ho selezionato dal libro Cronaca di una Disincarnazione.

Libro molto utile per chi resta e per chi va e per chi semplicemente desidera conoscere meglio e sperimentare che cos’è vivere e cos’è morire. Vivere e Morire sono arti 'magiche' complementari, fondate sull'amore e  sulla conoscenza.



Hai visto la faccia che ho, le braccia, le gambe? Erano anni che non potevo sopportare il mio corpo, ma non lo riconoscevo. Allora ho lasciato che si distruggesse perché qualcosa, dentro di me, credeva che questo avrebbe aggiustato tutto. Non ero contenta della mia vita. . . allora, l’ho bloccata nella testa, e nel cuore. Comincio appena adesso a capire che la gente si costruisce le malattie, proprio come ci si può ingegnare a rompere un motore. . .  mettendo qualsiasi sostanza nel carburatore, ad esempio.
(…)
Se avessi saputo morire fin dall’inizio, avrei saputo viverre, Teresa. Siamo tutti vittime dell’ignoranza e delle paure di quelli che dovrebbero istruirci. Non so che farmene dei bei principi di chi si dice spirituale, se non sanno rispondere agli interrogativi urgenti della mia anima: verso Cosa sto andando? Verso Chi stiamo andando? Tutto il resto è pura verbosità se la risposta non è chiara o se si indirizza solo ad uno dei cassetti della mente!
(…)
Unita con sua figlia che prega, Elisabeth viaggia ora nel proprio passato come sulla superficie di un lago calmo, ne estrae frammenti sparsi, li guarda sfilare tranquillamente, come se osservasse un album di fotografie.
C’erano delle belle cosemormora infine.
Perché “c’erano” Elisabeth? Ciò che chiamiamo passato, presente e futuro sono una cosa unica, e dobbiamo riconciliarli fra loro. Questo è l’enigma che siamo chiamati a risolvere. . .
A volte mi sembra di intravvederne la soluzione, ma è la sofferenza che ci perde. Io mi ci sono persa molti anni fa. . . è evidentemente una storia comune, che non è interessante davvero, la storia di due che non vanno d’accordo, di un abbandono e poi di una malattia che ci si costruisce e per la quale si accusa l’universo. Qui, oggi, penso di capire la morte, penso di averla ammessa, ma la sofferenza e tutto il suo errare, questo ancora non lo capisco.
Dovevo forse sperimentarla, per essere ci`o che sono ora, e perchè il mio cuore acconsentisse
alla fine ad aprirsi un poco?
Nell’assoluto dell’universo, vedi, la sofferenza non è affatto un fertilizzante indispensabile
per l’anima, come invece hanno cercato di inculcarci la maggior parte delle religioni, soprattutto in Occidente.
E’ entrata a far parte del nostro mondo quando questo ha deliberatamente deciso di tagliare il ponte di accesso diretto alla Fonte Divina; da allora è diventata un’insidia praticamente inevitabile: il che non significa affatto che sia un mezzo privilegiato per giungere allo sviluppo della coscienza. Quando la sofferenza si manifesta nel corpo fisico, è perché è stata precedentemente seminata nei mondi sottili: è l’ultimo anello di una catena di errori, di un’ignoranza che ci portiamo dietro da una vita all’altra e che
dobbiamo riuscire ad identificare. E anche il segnale d’allarme che il nostro corpo manifesta quando si trova ad essere troppo isolato dalla propria essenza.
Ci sono due modi per coltivare un pezzo di terra, Elisabeth: uno può credere che sia una gran fatica, e prende l’abitudine di pensare che ogni zappata faccia male alle reni; oppure può partire dal principio che il fatto di avere un fazzoletto di terra da valorizzare sia un’opportunità straordinaria, e che ogni zappata lo avvicini un po’ di più al raccolto. Naturalmente questa è un’immagine un po’ semplicistica, ma ciò che la vita ci chiede di fare non è poi tanto complicato come si crede.
La verità è che abbiamo dimenticato la gioia, la gioia di essere in questo mondo. . .  e di far fruttare la felicità semplice; se riconoscessimo anche soltanto questo, quante sofferenze in meno!
Sì, dal punto di vista assoluto, mi è chiaro. . . ma come accettare il dolore quanto prende radici dentro di noi? E’ forse una punizione? Ho sofferto così tanto in questi ultimi anni, che mi sembra di essere come inchiodata alla Terra dal semplice pensiero di questa sofferenza, sicché non riesco ad andarmene.
Elisabeth, la sofferenza non è mai una punizione: non c’è mai stato e non ci sarà mai un braccio divino che distribuisce sanzioni o ricompense, ma solo messaggi e messaggeri che noi mandiamo a noi stessi o che mandiamo agli altri di epoca in epoca. Non è necessariamente il risultato di ciò che in Oriente si chiama “karma pesante”, ma è a volte la conseguenza di ciò che abbiamo accettato di far vivere a coloro che ci circondano perchè possano crescere.()

per chi vuole approfondire...

lunedì 3 settembre 2012

Non fate l’amore con le Margherite! (3)

“La qualità vibratoria dei corpi fisici è ad immagine della nostra capacità di amare.” Mi ricorda Anne Givaudan nel libro “Cronaca di una Disincarnazione”.
Studi scientifici sperimentali su cavie umane consenzienti hanno rilevato l’influenza potenziante sul sistema immunitario di baci e carezze e, in misura ancora maggiore, di un atto sessuale prolungato e piacevole.
Lì risiede la kundalini, lì il massimo piacere, lì il massimo potere, DA QUI si sprigiona la massima intensità energetica. Qui si combattono battaglie, fughe, lotte di potere, consapevoli o meno giochi di ruolo… L’essere umano si misura sul ring della coppia. Si rivela a se stesso e all’altro… Luogo di massima difficoltà, luogo di massimi dolori, luogo di massime scoperte, luogo di massima dolcezza, luogo di desiderio e, al contempo, luogo di massima crescita spirituale.  Una energia che bisogna imparare a gestire.
L’amore umano (Venere) è solo una variante dell’amore divino (Nettuno) come suggeriscono i calcoli dell’astrologia classica? (vedi  post precedente) O è piuttosto un freno, una distrazione o una dispersione energetica a discapito di altre vie di crescita personale o spirituale?
Molte tradizioni mistiche prevedono il celibato. Tutte le scuole esoteriche e tutte le scuole sciamaniche “in ogni caso tutte le autorità sono d’accordo nel consigliare astinenza sessuale per un periodo che varia dai tre giorni a un mese prima di ogni importante operazione occulta .” (Dion Fortune, The Training and Work of an Initiate). Posto che bisogna considerare caso per caso con che tipo di bagaglio energetico rivolgersi a ciascuna operazione, mi permetto di sottolineare come queste considerazioni sono fondate su un equivoco.  Dion Fortune riceve tutta la gratitudine mia e dei suoi lettori e studenti, è la più seria esoterista dell’era moderna e più sistematica, generosa e sollecita divulgatrice. Conosce e capisce per esperienza il funzionamento delle energie, in ogni circostanza della vita. Ma non ha conosciuto una vita di coppia felice. Non ha potuto veramente sperimentare cosa sia.
Il presupposto banale da cui partono le considerazioni di certo sciamanesimo è che l’energia nell’Universo sia scarsa e che ci sia una lotta per l’energia, così come tra gli animali c’è una lotta per il cibo. Lo sciamanesimo andino, che pure si è sviluppato su cime impervie dai 3.000 al 5.000 metri, sostiene, per esperienza, che l’energia è sovrabbondante. Basta gestirla.
Oppure produrla.
< Il sesso è liberazione di energia, perdita di preziosissimi succhi organici, perdita di potere, piacere effimero, a cui non si riesce a resistere e che lascia svuotati, o tristi o scarichi. >  Forse gli Sciamani lo vivono così. Forse non hanno conosciuto altro. Solo il sesso vissuto a livello di primo chakra, come lo fanno (forse) gli animali.
L’amore e il sesso sono CENTRALI ELETTROMAGNETICHE di energia.
Chi non lo sa è perché non lo ha provato. Ma tutti hanno diritto a crescere in compagnia di una persona amata e complice, con cui c’è comunicazione e intimità. E questa, pochi lo sanno, è una strada che porta lontano. Molto al di là del primo chakra!
Nel prox post vediamo come e perché...
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mercoledì 29 agosto 2012

Non fate l’amore con le Margherite! (2)

Quando ricevetti la mia iniziazione a Master Reiki, durante l’imposizione delle mani sulla testa, le cellule cerebrali furono inondate da un flusso di tale armonia che fui inondata e percorsa da un proposito: da questo momento vivrò all’insegna della gioia. Senza preoccupazioni o insoddisfazioni o sensi di colpa, senza proiezioni passate o future, solo presente nel presente a godermi quello che c’è. C’è sempre più abbondanza di quanto siamo abituati e disposti a riconoscere.
Le cellule, le connessioni neuronali, gli spazi vuoti di ‘dark matter’  che costituiscono il 90% di tutto ciò che è fisico, la qualità dei corpi sottili che avviluppano quello fisico… tutto è plastico. Lo psichiatra Daniel G.Amen ha impostato la parte diagnostica del suo lavoro su tomografie cerebrali e per tutta la vita ha potuto OSSERVARE  la reale plasticità del cervello. Come qualsiasi parte del corpo, si modifica al modificarsi dei nostri comportamenti (e viceversa modificarlo cambia la nostra esperienza della realtà).
Forse proprio in uno dei suoi libri ho letto che l’estasi erotica attiva la medesima parte del cervello dell’estasi spirituale. L’astrologia antica definisce Nettuno l’ottava superiore di Venere e l’astrologia “post-moderna” dello Human Design descrive l’esagramma 55, corrispondente circa ai primi 5 gradi dei pesci, come luogo di accesso allo Spirito, luogo di picchi emotivi, luogo di romanticismo e poesia. L’originale IKing recita: Abbondanza, Successo.  Non essere triste. Sii come il Sole a Mezzogiorno!
L’amore umano è esperienza della Bellezza e dell’intensità, dell’armonia e della perfezione del creato. Bisogna pregare di essere benedetti dal suo tocco. Bisogna avere il coraggio di desiderare il suo tocco. Bisogna corrodere le resistenze o le ferite che frenano l’apertura del nostro cuore. E poi allenarsi a vivere poeticamente, romanticamente. (E non abbiamo bisogno di nessuno per questa “pratica meditativa” quotidiana, solo di occhi bambini!) C’è sempre più bellezza e grazia di quanto siamo abituati e disposti a riconoscere. 


questo è il secondo post di una serie di interventi monografici...

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I libri consigliati di Daniel G. Amen




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venerdì 24 agosto 2012

per favore, non mangiate le Margherite (1)

quadro a olio 50x60 "Cuore" di Jasmuheen.
“Dentro questa vita non c’è che Amoore, Amooore” canta Ornella Vanoni nel suo ultimo lp di inediti, e con la sua vita, inesauribile di esperienze e di intramontabile grazia artistica, testimonia quanto Amore possa più di tante terapie, diete o strategie antietà.
In "Il Fattore enzima" l’anziano e stimato medico Hiromi Shinya offre consigli interessantissimi su cosa fare e non fare per mantenere florida salute e alla fine  dedica un capitolo a contraddire tutte le sue ricerche in cui confessa che più di ogni soluzione anti-tossina e anti-stress può Amore.  
Amore e motivazione e passione sono le forze più potenti del mondo, forze in  grado di trasmutare qualsiasi veleno e guarire qualsiasi malattia, potare Vita e acqua in un deserto.
Volevo condividere alcune informazioni mediche sulla natura degli alimenti o la biologia del corpo umano, che ha bisogno di viaggiare in onde alfa, con prevalenza del sistema parasimpatico, in ambiente alcalino… poi mi sono accorta che tutte queste condizioni si creano con una vita felice. Una vita in sintonia con la Natura  promuove la Felicità. Ma una Vita Felice è in grado di oltrepassare qualsiasi barriera, anche quelle imposte da un pianeta alla deriva. È un circolo virtuoso che si morde la coda. Chi ha un cuore vibrante rende tutto vivo e fertile intorno a sé, cambia letteralmente le vibrazioni e le qualità del suo corpo fisico e di tutti i corpi sottili e della realtà fisica del suo mondo…
Siamo ciò che mangiamo. Siamo ciò di cui ci nutriamo. Da domani mi nutro di bellezza, poesia, gratitudine e fiducia.  
Pensa a cosa fa cantare il tuo cuore. Scrivi dieci cose che fanno danzare le tue cellule.
Nel prossimo post svelerò alcuni segreti…


vai ora al post successivo!


 

sabato 4 agosto 2012

soggetti radioattivi. di lunga vita

    consiglio a tutti questo video (10 minuti con sottotitoli, in inglese) in cui il premio Nobel per la fisica Helen Caldicott ci aggiorna sui danni provocati dalla radioattività sul nostro pianeta.
http://www.youtube.com/watch?v=SV7Rn06j_cY&feature=share

    non c'è scampo all'impatto che l'ambiente in cui viviamo ha su di noi.
    il disastro è planetario. respiriamo e mangiamo radioattivo.
    bene a sapersi.
    ho condotto allora una accurata ricerca sul web e ho selezionato alcune informazioni per munirci di semplici e sane risorse.
    siamo soggetti radioattivi ...ma mai privi di risorse! ;)

< L’esposizione alle radiazioni possono provenire da diverse fonti: dopo il disastroso terremoto in Giappone ovviamente la questione legata alle radiazioni provenienti da centrali nucleari è quella più discussa e temuta. L’alimentazione può aiutare a prevenire l’insorgenza di qualche problema? La risposta è si.
Le radiazioni includono raggi X, microonde, linee elettriche, telefoni cellulari e monitor di computer, oltre  chè quelle di origine naturale proveniente dalle rocce. Ma ovviamente quelle nucleari sono le più temute.
Un isotopo radioattivo, come lo stronzio-90 (che si genera durante le esplosioni nucleari o nei reattori nucleari nel processo di fissione dei nuclei pesanti), può rimanere nell’organismo per anni, danneggiando il DNA all’interno delle cellule e producendo radicali liberi dannosi.
Vediamo quali sono gli alimenti ideali da prendere in caso di vicinanza di nubi tossiche radiattive:
1- Iodio: Oltre alle pastiglie di iodio stabile, da assumere 24 ore prima del passaggio della nube tossica e non oltre 24 ore dopo, che aiutano a fermare l’accumulo di iodio radioattivo nella tiroide. La tiroide, già satura dello iodio introdotto, tenderà a non farne entrare altro in circolo.
-Aragoste, gamberi, granchi, ostriche, cozze, sardine, sgombro e tonno sono cibi estremamente ricchi di iodio.
-Cipolle, aglio, porri, sedano, cavolfiore, broccoli, cavolini di bruxelles, sono normalmente una buona fonte di iodio; tuttavia il loro contenuto dipende dalla quantità di iodio presente nei terreni dove sono cresciuti.
-Il carciofo: appartiene alla famiglia cardo, è una ricca fonte di iodio e di altri minerali e vitamine.
-L’ortica comune: può essere bollita come verdura o per farne infusi e contiene una ragionevole quantità di iodio.
-Il sale da mettere negli alimenti? Quello iodato: permette una regolare funzione della tiroide.

Altri cibi contengono sostanze nutritive che eliminano naturalmente gli isotopi e i radicali liberi dal corpo. Vediamo quali sono:
2-La pectina: è un polisaccaride che si trova nelle pareti cellulari delle piante e della frutta. Agendo come chelante naturale, la pectina è in grado di legare i residui radioattivi trascinandoli fuori dai tessuti e dal sangue, in modo che possano essere eliminati attraverso l’urina o le feci.
-Le mele, soprattutto nella buccia, sono molto ricche di pectina, come guaiave, prugne, uva spina, arance, limoni, pompelmi ed altri agrumi. La scelta della frutta, per ovvie ragioni, dovrebbe cadere su quella di derivazione biologica, anche se la pectina è facilmente reperibile in polvere.

3-Le alghe: oltre ad essere una fonte eccellente di nutrienti, sono ricche di alginato di sodio e iodio, elementi molto efficaci a proteggere l’organismo dalle radiazioni e per la loro rimozione.
Tra le più conosciute il fucus vesiculosus, l’arame, la wakame e il kombu, facilmente reperibili in erboristeria, anche in capsule. Secondo un recente studio, l’alginato di sodio presente nelle alghe, riduce l’assorbimento di stronzio-90 dal 50 all’80% .
-L’alimento per eccellenza che contiene elevate quantità di iodio vegetale naturale comunque è propro il fucus vesiculosus (conosciuto anche come kelp o alga bruna): mezzo cucchiaino di polvere di kelp fornisce circa 1700 mcg di iodio, che supera di gran lunga gli standard alimentari. >
molto utili e affidabili anche i seguenti link:
(con articoli troppo ampi e approfonditi per stare dentro a un post)
-- http://www.chimici.info/Uva-e-noci-cibi-anti-radiazioni_news_x_9012.html


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